Famiglie e studenti

Più inglese già dalla primaria, alle secondarie economia e diritto

di Lorena Loiacono

Saper leggere e far di conto, possibilmente anche in inglese. Con la riforma della scuola saliranno in cattedra “nuove” materie e altre verranno potenziate. A cominciare dallo studio dell’inglese che, per conquistare nuovi spazi tra i libri dei ragazzi, adotterà in maniera sempre più diffusa il metodo «Clil», Content language integrated learning: lo studio di una materia non linguistica, in inglese. Un sistema efficace per insegnare una lingua straniera anche alle elementari.

Inglese, matematica, sport e musica, passando per arte e tante altre materie opzionali. C’è tutto questo nella scuola dell’autonomia che potrà contare su un organico potenziato e un orario flessibile. «Finora - dice il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini - quadri orari, materie e piani di studio erano stabiliti in modo rigido dal ministero e le scuole non avevano i mezzi economici e organizzativi per adattarsi alle esigenze specifiche della loro comunità. Spetterà a insegnanti e dirigenti disegnare piani formativi coerenti con le esigenze di famiglie e studenti. La «Buona Scuola» mette a disposizione per ogni scuola un organico più ampio in media di quasi sette docenti, un fondo di funzionamento quasi raddoppiato rispetto allo scorso anno e un robusto finanziamento per la formazione degli insegnanti».

Già dalla primaria, la riforma porterà un approfondimento dell’inglese, non senza potenziare attività sportiva, arte e musica, dalla storia agli strumenti veri e propri. Per venire incontro alla popolazione scolastica non italiana, saranno attivati anche corsi di italiano per stranieri. «Si uscirà dalla gabbia rigida dell’orario e delle materie uguali per tutti - sottolinea il ministro Giannini - alla scuola primaria il potenziamento dell’autonomia significherà più musica, più educazione motoria, più lingue. Alle superiori si potranno attivare discipline opzionali, utilizzare la quota di flessibilità dell'orario per valorizzare le richieste e i talenti degli studenti e per le esperienze di alternanza tra scuola e lavoro». Lo sport potrà prendere nuove sfaccettature, dalla corretta alimentazione al diritto allo studio di chi pratica attività agonistiche.

Le superiori potranno attivare discipline opzionali (si veda servizio in alto). Si apre a calcolo computazionale, lotta a bullismo e cyberbullismo, pari opportunità e responsabilità civica, diritto allo studio, orientamento e contrasto alla dispersione scolastica. Dalle materie economico-finanziarie e giuridiche all’incremento dell’alternanza scuola-lavoro e all’autoimprenditorialità. «La sfida parte a settembre - conclude Giannini - ma la vera rivoluzione si vedrà in un paio di anni».


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