ITS e imprese

Laboratori all’avanguardia e aperti al territorio

di Eugenio Bruno

Tra le novità della «Buona scuola» che sono destinate a innovare maggiormente la “giornata tipo” dello studente italiano un posto di rilievo spetta sicuramente al piano laboratori. Che rappresenta una costola del più ampio «Piano nazionale per la scuola digitale» e che punta a trasmettere, accanto al sapere tradizionale, anche il saper fare. Nella speranza di riuscire a migliorare, presto o tardi, i tassi di occupabilità dei nostri diplomati.

A disposizione ci sono i 40 milioni individuati dalla legge 107/2015 per premiare i migliori progetti presentati dalle scuole in collaborazione con gli altri soggetti cofinanziatori: dagli enti pubblici e locali alle camere di commercio, dalle università agli enti di formazione professionale, dagli istituti tecnici superiori alle imprese private. Nelle intenzioni del Governo, i “laboratori 2.0” da attivare in tutta Italia non dovranno essere una versione riveduta e corretta delle aule laboratoriali già oggi previste all’interno degli istituti scolastici, bensì uno spazio di nuova concezione, aperto sì alle scuole e alle reti di scuole ma che abbia dietro di sè tutte le realtà del territorio.

Lo stesso centro potrebbe essere usato, ad esempio, la mattina per gli alunni delle superiori (magari come training center per l’alternanza scuola lavoro su cui si veda Il Sole 24 Ore di ieri), il pomeriggio per la formazione degli adulti ed essere al servizio delle Pmi e dei centri di ricerca. Del resto è lo stesso comma 60 della legge 107 a indicare tra gli obiettivi dichiarati del piano laboratori l’orientamento «della didattica e della formazione ai settori strategici del made in Italy, in base alla vocazione produttiva, culturale e sociale di ciascun territorio», la fruibilità «di servizi propedeutici al collocamento al lavoro o alla riqualificazione di giovani non occupati» e l’apertura «della scuola al territorio e possibilità di utilizzo degli spazi anche al di fuori dell’orario scolastico».

Per farlo, bisognerà rispondere a un bando che il ministero dell’Istruzione sta finendo di confezionare in questi giorni. la pubblicazione dell’avviso pubblico è attesa per la fine di agosto o al massimo per la prima settimana di settembre. Così da poter erogare i finanziamenti entro dicembre. La selezione dovrebbe essere articolarsi in due “momenti”: prima una raccolta delle idee migliori e poi una selezione più stringente dei progetti migliori. Che non dovranno essere per foza di piccolo taglio. Anzi. La speranza del ministero dell’istruzione è che si possa arrivare a fissare la soglia massima del finanziamento per un singolo laboratorio a un milione di euro.


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