ITS e imprese

In Lombardia largo ai «meccatronici»

di Alb. Mag.

Specialisti in tecnologia, per la fucina della tecnologia. È l’impulso che ha dato vita all’Its Lombardia Meccatronica, il primo istituto tecnico superiore nato e radicato in una delle regioni di traino per l’innovazione Made in Italy.

Due corsi in due sedi parallele, 2mila ore di lezione, un corpo docente selezionato per il 50% da quelle stesse realtà aziendali che ricompaiono tra i 40 soggetti della rete di partenariato.

La Fondazione, nata nel marzo 2014, ha avviato lo scorso autunno il primo biennio della sua (giovanissima) storia. La primissima selezione ha dato il via libera a 46 studenti su oltre 80 candidati, spartiti quasi a metà tra i 24 della sede di Sesto San Giovanni (ospiti dell’Istituto Salesiano Breda) e 21 a Bergamo (con base all’Itis Palocapa). Per il secondo ciclo bisogna aspettare i colloqui 2015, anche se gli organizzatori anticipano i «numeri molto più elevati» che si stanno già intravedendo negli open day.

Ma come si costruiscono, è il caso di dirlo, i futuri «Tecnici superiori per l’automazione e i sistemi meccatronici»? Le ore in aula approfondiscono i moduli teorici, calibrati sull’identità sempre più multitasking dei professionisti di settore: da matematica ad elettrotecnica, dalla meccanica applicata al marketing. Negli stage si prende confidenza con i quattro sbocchi naturali: progettista, manutentore, installatore, figura commerciale.

La Lombardia offre più di un quinto delle oltre 500mila posizioni di lavoro stimate per la meccatronica in Italia, ma non era mai emerso un corso di formazione terziaria – ed extra-accademico - con sede a Milano o nelle 11 province della regione. «Sicuramente il tecnico nella meccatronica è molto richiesto: si è sentita l’esigenza di formare una professionalità immediatamente spendibile, come dimostra l’ampiezza del partenariato. Da Confindustria Bergamo ed Assolombarda all’università di Bergamo, dagli enti di formazione e le scuole alle aziende coinvolte» spiega Monica Poggio, presidente dell’Its e direttore human resources del gruppo Bayer in Italia.

Tra le società, distribuite nella doppia anima milanese-bergamasca dell’Its, spiccano nomi grossi come Abb, Bosch, Fluid-o-tech e Norda. Destinazioni ambite per i tirocini, certo. Ma, prima ancora, ingranaggi decisivi nella formulazione del piano didattico. Lo spiega al Sole 24 Ore Raffaele Crippa, direttore dell’Its e vicepreside dell’Istituto tecnico Breda. «Le varie aziende presenti nel partenariato hanno cercato da subito di inquadrare le mansioni effettivamente richieste. Per questo abbiamo fatto dei seminari dove gli esperti del settore sono saliti in cattedra e hanno definito con i docenti quale competenze strategiche dovessero essere “travasate” nel corso».

Non solo: prima della scelta dello stage, gli studenti partecipano a visite dirette delle aziende. «Questo serve per fare un bagno di realtà, ma a anche a preconfigurarsi: c’è chi si vede in ufficio, chi in fabbrica, chi installatore».

Nelle prossime selezioni, l’unico criterio fisso è il possesso di un diploma quinquennale. Le basi degli istituti tecnici possono fare la differenza, ma niente esclude candidati di tutt’altra provenienza: tra i 46 giovanissimi già in corso ce ne sono alcuni con maturità liceale, “addirittura” dal classico. In fondo, fa notare Poggio, «l’orientamento è di tipo tecnico, ma l’unico parametro di base è il titolo di 5 anni. Per il resto, privilegiamo la passione e le competenze che emergono».

Per informazioni http://www.itslombardiameccatronica.it/


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