ITS e imprese

Meno oneri per le imprese con il nuovo apprendistato

di Cl. T.

Il nuovo contratto d’apprendistato «per la qualifica, il diploma e la formazione professionale» proposto dal Governo «sarà più conveniente per le imprese». Ne sono convinti i tecnici del ministero del Lavoro: per attivarlo non serviranno più gli adempimenti burocratici previsti oggi. Basterà la firma di un protocollo con l’istituzione formativa a cui lo studente è iscritto. Inoltre, il datore è esonerato da «ogni obbligo retributivo» per le ore di formazione svolte in aula. Le ore di formazione a carico dell’impresa saranno pagate al 10% (attualmente lo “sconto” è al 35%, per effetto del decreto Poletti di maggio scorso). In sostanza su circa 1.076 ore di apprendistato in un anno, 760 continueranno a essere retribuite fino a due livelli di inquadramento inferiore o con le percentuali in base all’anzianità di servizio. Le restanti mille, invece, per il 50% (ore nell’istituzione formativa) saranno gratis, e l’altro 50% (ore di formazione in azienda) saranno pagate al 10 per cento.

Il decreto interministeriale
Un decreto Miur-Lavoro adatterà queste disposizioni ai percorsi di apprendistato negli istituti tecnici e professionali (e il monte orario massimo del percorso scolastico, attualmente fissato al 50% per la formazione professionale, potrà anche essere adattato). Certo, a titolo V invariato restano le competenze delle Regioni in tema di formazione. Ma questo nuovo contratto d’apprendistato è un primo passo per segnare una via italiana al sistema duale tedesco. In Germania i ragazzi che studiano e lavorano in apprendistato sono il 22% (in Italia appena il 4%) e «lì l’esperienza è strutturata nei territori e partecipata da sindacati e imprese - ricorda Giorgio Allulli, esperto di sistemi formativi -. Anche la retribuzione è commisurata all’impegno formativo, in media la paga di un apprendista tedesco non supera i 600/700 euro». Ma il rafforzamento del legame scuola-lavoro passa anche per lo strumento, più universale, dell’alternanza. Federmeccanica è in prima linea: «È positivo che il Miur punti ad aumentare le ore di formazione on the job - spiega il vicepresidente Federico Visentin -. Dal canto nostro siamo pronti. A breve partirà un progetto che coinvolge, nella fase iniziale, 50 istituti tecnici e professionali, circa 5mila studenti, ma che a regime punta ad arrivare a 250mila. Siamo consapevoli di avere una responsabilità sociale nel formare i ragazzi. Il Governo ci sostenga».


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