Famiglie e studenti

Alle elementari più spazio a musica, educazione fisica e inglese, alle superiori a economia e arte

di Eugenio Bruno

Potenziamento di musica, educazione fisica e inglese alle elementari e di storia dell’arte, diritto ed economia alle superiori. Estensione ai licei dell’alternanza scuola-lavoro e aumento da 100 a 400 ore nel triennio della sua diffusione negli istituti tecnici e professionali. Sono alcuni degli interventi per potenziare le competenze degli studenti che emergono dalle bozze di un decreto scuola per il resto ampiamente monopolizzato dalle misure per il corpo docente: una su tutte la stabilizzazione di oltre 100mila precari con annesso maxi-indennizzo per alcuni di loro (su cui si veda Il Sole 24 Ore di ieri).

Venerdì (forse) in Consiglio dei ministri
Eppure i primi articoli del Dl - che è atteso venerdì sul tavolo di Palazzo Chigi ma che potrebbe slittare al Cdm del 4 marzo vista l’esigenza di far tornare i conti sulle coperture - sono dedicati proprio al potenziamento, sin dalle primarie, di alcuni insegnamenti. Si parte dalla musica, che potrebbe guadagnare un’ora in quarta e quinta elementare. E, passando per l’educazione fisica e l’utilizzo di un docente «esperto» (un laureato in scienze della formazione primaria con l’abilitazione in educazione motoria), si arriva alle lingue straniere. Che significano soprattutto adozione della metodologia Clil per insegnare in lingua inglese le altre discipline. E ciò per due ore a settimana in quinta elementare dall’anno scolastico 2015/2016 e poi anche in quarta dal 2016/2017.

Tornano le compresenze dei docenti
Queste misure prese nel loro complesso porterebbero a un ripristino (almeno di fatto) della compresenza abolita dalle riforma Gelmini. A cui si sommerà il potenziamento di storia dell’arte, diritto ed economia nelle secondarie di II grado.Per realizzarle si attingerà ai circa 60mila precari (secondo le stime del sottosegretario Davide Faraone) che verranno assunti dalle graduatorie a esaurimento per far partire l’organico funzionale. Uno strumento che per elementari e medie sarà a disposizione del singolo dirigente scolastico alla guida dei plessi comprensivi mentre per le superiori dovrebbe essere organizzato sulla base di reti di scuole.

Alternanza scuola-lavoro
E veniamo all’alternanza scuola-lavoro. Due le novità principali contenute nel testo. Da un lato, l’estensione ai licei dei periodi di formazione on the job fino a un massimo di 200 ore. Contemporaneamente negli istituti tecnici e professionali si passerà dalle 100 ore attuali a 400 nel triennio (e non 600). Con la possibilità, nei territori a bassa industrializzazione, di svolgerla nelle Pa che sottoscriveranno uana convenzione ad hoc.


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