Famiglie e studenti

Nel «Decreto» spunta l’indennizzo per i precari con oltre 36 mesi di servizio

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

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Cambia la progressione economica per gli insegnanti: gli aumenti stipendiali saranno legati per il 30% all’anzianità di servizio (oggi questo criterio vale il 100%) e per il restante 70% debutterà il “merito” (anche se gli “indicatori” sono ancora da definire). Per i docenti precari, accanto al piano di maxi-stabilizzazione al 1° settembre, si sta facendo strada anche l’ipotesi di un “maxi-indennizzo”, studiato per “tamponare” gli effetti della sentenza Ue di fine novembre scorso che ha bacchettato l’Italia per l’eccessiva reiterazione dei contratti a termine (oltre il limite legale dei 36 mesi). Ai professori che hanno lavorato da 3 a 5 anni con rapporti a termine su posti vacanti e disponibili verrebbe riconosciuto, a domanda, un “risarcimento” di 2,5 mensilità. Che sale a 6 mensilità se gli anni di insegnamento “a termine” sono da 5 a 10, e si arriva a un massimo di 10 mensilità per “precariati” di oltre 10 anni.

Il decreto atteso venerdì sul tavolo del Governo
Si sta riempendo di contenuti, ora dopo ora, il decreto «Buona Scuola» atteso sul tavolo del Consiglio dei ministri di venerdì, assieme a un disegno di legge con le tematiche meno urgenti sul fronte Istruzione. La dote a disposizione è scritta nella legge di Stabilità (1 miliardo per il 2015, 3 miliardi a regime) e l’impegno del Governo è confermato dal ministro Pier Carlo Padoan: «I soldi per la riforma ci sono, li troveremo. La scuola è il punto di partenza per un futuro lungo del Paese».

Le novità dell’ultimo minuto, in attesa del placet di Matteo Renzi, riguardano le modifiche al sistema di incrementi stipendiali (con il parziale superamento degli attuali scatti d’anzianità) e l’ipotesi di prevedere un risarcimento ad hoc per i precari con oltre 36 mesi di servizio alle spalle (anche non continuativo) per frenare i contenziosi.

Merito
Sul primo fronte, il ministero guidato da Stefania Giannini sembra sempre più orientato a confermare l’introduzione del merito per i docenti (peserà per il 70%). Il solo “passare del tempo” in cattedra non scomparirà del tutto, ma si ridurrà al 30%. Un primo passo per collegare la retribuzione a elementi valutativi dell’attività svolta in aula (negli anni scorsi per pagare gli scatti d’anzianità si è prosciugato il fondo per il miglioramento delle attività formative a favore degli studenti).

Precari
Per quanto riguarda i precari, poi, il 1° settembre ne saranno assunti 120-130mila (si attingerà anche dalle graduatorie d’istituto); le supplenze quindi non scompariranno. E per i precari con oltre 36 mesi di servizio (assunti o no) potrebbe arrivare un maxi-indennizzo. La strada dei risarcimenti, aggiuntiva alla stabilizzazione, è stata percorsa dalle prime pronunce dei giudici del lavoro italiani chiamati ad applicare la sentenza Ue di fine novembre.

I possibili beneficiari degli indennizzi
Da quanto spiegano dal ministero dell’Istruzione i possibili “beneficiari” del ristoro economico non sarebbero tantissimi: dal 2009 al 2014 (e a lavoro quest’anno scolastico) contano tre anni “a termine” 2.359 precari iscritti nelle graduatorie a esaurimento (le “Gae”) e circa 1.800 iscritti nelle graduatorie d’istituto (seconda e terza fascia). Superano i tre anni (sempre nell’arco temporale 2009-2014) un migliaio di precari “Gae” e altrettanti delle graduatorie d’istituto. Il meccanismo dell’indennizzo, se confermato, non sarà automatico, ma “a domanda” dell’interessato. Presso il Miur si costituirà un fondo ad hoc con le risorse necessarie. L’accettazione del risarcimento chiuderà gli eventuali contenziosi aperti e varrà come rinuncia a qualsiasi azione legale futura.


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