Famiglie e studenti

Al via un progetto comunitario per insegnare agli studenti a fare impresa

di Claudio Tucci

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Creazione di mini-imprese, “cluster di innovazione” con i docenti, lezioni sul campo e database europeo con le migliori pratiche didattiche. Si chiama «Innovation cluster for entrepreneurship education» (Icee) il progetto che è ai nastri di partenza nelle scuole italiane per promuovere l’educazione alla imprenditorialità tra gli studenti. L’iniziativa è il frutto di una partnership comunitaria, ed è promossa da un consorzio di cui è partner il Miur, assieme ai ministeri dell’Istruzione di Finlandia, Estonia, Lituania e Fiandre, gli istituti di ricerca Eastern Norway Research Institute, The Foundation for Entrepreneurship - Young Enterprise Denmark, Josip Juraj Strossmayer University in Croazia, e le strutture nazionali di JA-YE di Belgio, Finlandia, Italia, Estonia e Lituania.

Palumbo (Miur): guidare i giovani verso una visione versatile del lavoro
«La nuova attività di studio durerà tre anni», sottolinea Caroline Jenner, ad di JA-YE Europe, il più grande fornitore europeo di programmi educativi sull’imprenditorialità; e, soprattutto, rilancerà il tema dell’educazione all’imprenditorialità, in cui il Governo «è impegnato da tempo e in numerose iniziative - aggiunge il dg per gli Ordinamenti scolastici e la valutazione del Miur, Carmela Palumbo -. In un momento di crisi occorre guidare i giovani verso una visione versatile del lavoro che non può più essere lo stesso per tutta la vita ed occorre cercare forme di lavoro autonomo e diversificato. Già l’alternanza scuola-lavoro - spiega il direttore generale del Miur -, introdotta nei curriculi della scuola secondaria di secondo grado, è un passo per fare in modo che la scuola prepari i giovani a questa nuova visione del mondo del lavoro».

Il progetto
Il progetto ha, appunto, una durata triennale (la conclusione è prevista a gennaio 2018 con l’analisi e la diffusione dei risultati) ed è promosso nell’ambito del programma Erasmus +.
Le scuole coinvolte in Italia, almeno per questa prima fase, saranno 20 tra licei e istituti tecnici e professionali. Altrettante per ciascuno degli altri Stati del Consorzio. I criteri con i quali saranno selezionate verranno decisi il prossimo 10 febbraio quando, a Bruxelles, si terrà un incontro per il lancio dell’iniziativa.

Creazione di mini-imprese, lezioni sul campo, incontri con esperti. Sono solo alcune delle attività previste per gli studenti-imprenditori. E poi attraverso l’uso di gruppi di controllo, sondaggi quantitativi, focus group qualitativi e interviste, un gruppo di ricercatori guidati dall’Eastern Norway Research Institute analizzerà i risultati di apprendimento degli studenti partecipanti, l’impatto sociale, il ruolo dell’insegnante e della scuola, e gli effetti sul sistema di educazione. L’analisi approfondita delle strategie nazionali, degli strumenti in uso, la formazione e la valutazione dei docenti, formeranno la base dei “cluster di innovazione” che caratterizzeranno lo sviluppo di un “modello progressivo” che possa chiarire come l’educazione all’imprenditorialità possa essere realizzata a partire dalla scuola primaria, fino alla secondaria superiore. L’obiettivo è quello di creare un vero e proprio database di buone pratiche.

Esperienza imprenditoriale
Numerose ricerche di settore hanno evidenziato l’impatto positivo dell’educazione alla imprenditorialità tra i banchi. I giovani che hanno partecipato a iniziative formative di questo tipo si sono successivamente rivelati più propensi a creare nuove imprese e più agevolati nello sviluppo di competenze che ne incrementano l’occupabilità. E la creazione di una “mini-impresa” è considerata come una delle più efficaci esperienze imprenditoriali che possono essere realizzate tra i banchi. Lo stesso Piano di Azione «Entrepreneurship 2020» della Commissione Europea tra i suoi obiettivi prevede per ogni studente almeno una esperienza imprenditoriale pratica prima di lasciare la scuola dell’obbligo. Attualmente, infatti, si stima che solo 1 giovane su 10 ha accesso a una simile esperienza all'interno della scuola. Ed è proprio per questo che uno dei propositi del progetto Icee è quello di analizzare le azioni da intraprendere per raggiungere l'obiettivo del 100 per cento stabilito dalle politiche dell’Unione Europea.


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