Famiglie e studenti

Premio Ue «Juvenes Translatores», una studentessa veronese tra i vincitori 2014

di Alessia Tripodi

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Bruxelles ha annunciato i nomi dei 28 aspiranti traduttori scelti tra oltre 3mila partecipanti. La premiazione il prossimo 16 aprile

Si chiama Sofia Silvestre e frequenta l’Istituto Salesiano Don Bosco di Verona la vincitrice italiana dell’edizione 2014 del concorso «Juvenes Translatores» (Giovani traduttori), il premio lanciato per la prima volta nel 2007 dalla Commissione europea per promuovere l'apprendimento delle lingue nelle scuole e consentire ai giovani di scoprire le possibilità offerte dal mestiere del traduttore. La studentessa italiana - di padre italiano e madre polacca, assistita nella partecipazione dalla professoressa Maria Chiara Montoli - fa parte dei 28 vincitori (clicca qui per l’elenco completo ), uno per ciascun paese dell’Unione, annunciati ieri dalla Commissione e selezionati tra gli oltre 3mila partecipanti provenienti da 740 scuole di tutto il vecchio Continente. Il prossimo 16 aprile i giovani traduttori saranno premiati a Bruxelles nel corso di una cerimonia presieduti dalla Vicepresidente della Commissione Ue, Kristalina Georgieva.

Il premio
In questa edizione del concorso era possibile scegliere una delle 552 combinazioni di due delle 24 lingue ufficiali dell'Unione europea. E gli studenti, riferisce la Commissione, hanno scelto 148 combinazioni linguistiche, traducendo dal ceco in spagnolo, dal polacco in greco e in svedese oppure dallo spagnolo in bulgaro.
Organizzato ogni anni dalla Direzione generale della Traduzione delle Commissione Ue, il concorso «Juvenes Translatores» è aperto a studenti 17enni delle scuole secondarie (a quelli nati nel 1997 nel caso dell'edizione 2013-2014) e si svolge contemporaneamente in tutte le scuole selezionate nell'Unione europea. Nel corso degli anni, il concorso ha incoraggiato alcuni partecipanti a continuare a studiare le lingue all'università e a diventare traduttori.
«La conoscenza delle lingue unisce le persone, in quanto ci rende capaci di comunicare gli uni con gli altri al di là delle frontiere e dell'identità nazionale - ha detto la Vicepresidente Georgieva - ma rappresenta anche una competenza importante che sarà utile agli studenti durante tutta la vita e anche nella carriera professionale».


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