Famiglie e studenti

Maturità: un sondaggio della Gilda «boccia» la commissione interna

di Federica Micardi

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La maturità svolta da una commissione interna fa risparmiare al sistema scuola 147milioni di euro; un risparmio che però non convince gli oltre 750 docenti che hanno risposto al sondaggio composto da cinque domande sul “nuovo esame di maturità” lanciato dalla Gilda degli insegnanti sul proprio sito agli indirizzi www.gildains.it e www.gilda-unams.it .

Il passaggio alla Commissione interna per l’esame di maturità è contenuto nella legge di stabilità , che prevede una commissione giudicatrice composta da sei commissari interni - che svolgerebbero questo ruolo senza compenso - ed un presidente esterno.

I docenti che hanno risposto al questionario della Gilda sembrano però convinti, senza ombra di dubbio, che si tratti di una soluzione più dannosa che altro.

In particolare sono contrari alla commissione interna l’85,66% dei 753 docenti intervistati; inoltre una commissione interna «potrebbe creare una disparità di valutazione» tra i maturandi delle scuole pubbliche e private, paventa questo rischio l’83% del campione. Per il 79,81% (601 docenti) la soluzione migliore è mantenere l’attuale modello che prevede commissioni miste, composte da membri esterni, che valutano le prestazioni dei maturandi all’esame, e da docenti interni il cui parere consente di prendere in considerazione l’intero ciclo di studi dello studente.

Per consentire il risparmio e garantire l’autonomia del giudizio il Governo starebbe pensando di prevedere commissioni con docenti interni alle scuole ma non titolari delle classi quinte. Una soluzione che convince solo il 14,48% degli intervistati.

Ma qual è il rischio di avere commissioni interne? Secondo la Gilda «potrebbe rappresentare il primo passo verso l’abolizione del valore legale del titolo di studio», un timore condiviso da 569 intervistati, il 75,56% del totale.


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