Famiglie e studenti

La scelta giusta dopo le medie

di Gabriele Petrucciani

Nella scelta della scuola superiore, uno dei segreti del buon orientamento è guidare l’alunno a riconoscere al meglio possibile le proprie capacità, competenze, interessi. E questo generalmente le scuole medie lo fanno in modo egregio. «Ma c’è un altro snodo essenziale - spiega Luigi Mottola, dirigente scolastico dell’Istituto superiore Ipsar Le Streghe di Benevento - ovvero il raccordo tra scuole secondarie di primo e secondo grado, teso a facilitare le transizioni critiche attraverso l’elaborazione di curricoli disciplinari verticali».

Cosa intende per curricoli disciplinari verticali?

È una forma di collaborazione molto stretta sul piano didattico tra scuole medie e istituti superiori,con i docenti di alcune discipline che, per un numero di ore condivise, interagiscono tra loro, magari con delle lezioni in copresenza, per traghettare gli studenti in questo passaggio importante.

Scegliere l’indirizzo giusto, però, non sempre è facile.

Assolutamente. L’importante è evitare gli errori più comuni, come prendere una strada solo perché si escludono tutte le altre possibilità, oppure seguire le mode o le scelte degli amici. Deve essere una scelta “in positivo”, nel senso che l’indirizzo di studi deve rispettare a una scelta di vita, di lavoro, o di interessi personali. Per esempio, è sbagliato indirizzarsi verso un liceo solo perché si va bene a scuola. Il liceo è adatto a chi vuole realizzare un progetto di studi e di vita che passa inevitabilmente attraverso un certo corso di studi universitari. L’istituto professionale, invece, è più indicato alla realizzazione di una propria vocazione o aspirazione lavorativa.

Quindi, qual è il primo passo da fare?

Esplorare con attenzione se stessi. In questo il compito dei genitori è inestimabile. Il secondo passo, invece, è informarsi in maniera attenta e minuziosa sull’attuale offerta formativa degli istituti superiori, ma anche conoscere l’assetto dei licei, degli istituti tecnici e di quelli professionali. Poi, bisogna essere molto critici, curiosi. E chiedersi, per ogni indirizzo, a cosa serve, se risponde ai propri interessi, che tipo di profilo garantisce e quali prospettive future propone.

Scelto l’indirizzo, come si fa a individuare una buona scuola?

Se si ha la possibilità, è preferibile scegliere una scuola vicino casa. Garantisce una migliore qualità della vita, senza sveglie all’alba e problemi di trasporto e consente allo studente di partecipare a pieno titoli alla vita e alle attività dell’istituto. Ritengo, invece,sbagliato basarsi fideisticamente sulle informazioni tra pari. Non dimentichiamoci che una classe e un gruppo docente non sono sempre gli stessi; anno dopo anno variano e quindi le valutazioni nel bene e nel male che valgono per un anno scolastico per quella classe o gruppo docente non sempre sono valide anche per l’anno successivo.

Altre cose da guardare con attenzione?

Consiglio di consultare il Pof (piano di offerta formativa, ndr) e il sito web dell’istituto. In questo modo è possibile conoscere i quadri orari, la struttura del curricolo (è il piano di studi proprio di ogni scuola, ndr), i criteri di valutazione, le attività di ampliamento dell’offerta formativa, l’attivazione di percorsi in alternanza scuola-lavoro, i progetti europei di mobilità studentesca, nonché gli strumenti previsti per i rapporti scuola/famiglia, come lo scrutinio online, le comunicazioni delle assenze, o ancora la documentazione modulistica online. Altro strumento di conoscenza e orientamento importante, poi, è il portale Scuola in chiaro, da cui si possono trarre molte informazioni sull’istituto prescelto, quali le dotazioni multimediali, la composizione del corpo docenti a tempo indeterminato e a tempo determinato, le percentuali di assenze del personale docente e Ata (è il personale amministrativo tecnico ausiliario, ndr) e ancora le risorse finanziarie impegnate per l’ampliamento dell’offerta formativa.

E i genitori di alunni diversamente abili cosa devono valutare?

È essenziale verificare che l’istituto abbia elaborato il proprio “piano per l’inclusività”, in genere inserito nel Pof e pubblicato sul sito web.

Gli open day possono davvero aiutare genitori e studenti?

Sono occasioni importanti per conoscere da vicino e insieme genitori e ragazzi: il percorso della scuola e la sua offerta formativa, visitare i laboratori, conoscere gli insegnanti e prendere visione della didattica.


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