Famiglie e studenti

L’orientamento aiuta la scelta

di Gabriele Petrucciani

I ragazzi delle terze medie si trovano in questi giorni di fronte alla prima decisione importante della loro vita. Entro il 15 febbraio dovranno scegliere quale istituto superiore frequentare. Una decisione non facile, che è a tutti gli effetti un’assunzione di responsabilità, una presa di coscienza di interessi, aspirazioni e progetti di vita.

La riforma degli istituti d’istruzione di secondo grado (nuovi licei, nuovi tecnici, nuovi professionali) impone ai ragazzi e alle famiglie uno sforzo di ricerca e approfondimento senza precedenti; e allo stesso tempo richiede agli istituti comprensivi e d’istruzione superiore un maggior impegno sul piano della comunicazione e della informazione.

I genitori e gli alunni sono chiamati a scegliere tra una delle diverse tipologie di istituti previsti dai regolamenti relativi agli ordinamenti dei licei, degli istituti tecnici e professionali. Scegliere, cioè, tra 6 diversi licei, tra istituti tecnici organizzati in 2 settori e 11 indirizzi e istituti professionali organizzati in 2 settori e 6 indirizzi.

Facile che la paura di sbagliare prenda il sopravvento, soprattutto in ragazzi di 13/14 anni che per la prima volta nella loro vita si trovano di fronte a una scelta veramente impegnativa. Anche perché, non sempre è oggetto di conoscenza o di immediata lettura che la vecchia “Ragioneria” oggi si chiama “Amministrazione, finanza e marketing” e che chi vuole studiare da geometra deve iscriversi a “Costruzione, ambiente e territorio”; non a tutti è chiaro che c’è un liceo scientifico senza latino che si chiama delle “Scienze applicate” o ancora un liceo scientifico “Sportivo”, che gli istituti professionali oltre ai percorsi di diploma quinquennale consentono di conseguire anche una qualifica regionale a conclusione del terzo anno.

Dunque, è fondamentale informarsi, informarsi e ancora informarsi. La scelta della scuola superiore è l’inizio di un progetto di vita e di carriera lavorativa. E per non sbagliare conviene mettersi a tavolino e fare in maniera pedissequa una sorta di check list. L’obiettivo è trovare quelle risposte che aiutano a individuare il giusto orientamento. È importante prendere in considerazione le proprie aspirazioni, gli interessi a livello scolastico ed extra scolastico, le materie in cui si eccelle e quelle in cui si fa più fatica, e soprattutto se proseguire gli studi in Università o se gettarsi subito nel mondo del lavoro.

Ma cosa scegliere tra liceo, istituto tecnico e professionale? «La differenza tra i vari istituti superiori è nell’orientamento al lavoro - spiega Antonia Longaretti, docente di economia aziendale dell’Istituto Daverio­-Casula di Varese -. Per fare un esempio, un istituto professionale dà conoscenze specifiche che, dopo tre anni, consentono all’alunno di inserirsi nel mondo del lavoro con una qualifica elementare». Al termine dei tre anni, comunque, lo studente può anche decidere di proseguire per altri due anni al fine di ottenere un diploma professionale. «L’istituto tecnico, invece - continua Longaretti - prevede un orientamento sia al mondo del lavoro sia al mondo universitario. A fronte di questo offre una preparazione di più ampio raggio». L’istruzione tecnica si articola in due settori (economico e tecnologico) e 11 indirizzi, molti dei quali propongono più specializzazioni nell’ultimo triennio. Sia i professionali sia i tecnici, comunque, hanno collegamenti diretti con il mondo del lavoro, con periodi di stage previsti a partire dal terzo anno. «Da noi, per esempio - conclude Longaretti - a febbraio verrà sospesa l’attività scolastica e gli alunni delle terze e delle quarte andranno in azienda». A differenze dei professionali e tecnici, infine, gli istituti liceali, articolati in 6 tipologie (artistica, classica, linguistica, musicale, scientifica e delle scienze umane), ognuna con indirizzi differenti, non sono finalizzati a una professionalità specifica. Da questo punto di vista, i percorsi sono propedeutici alla continuazione degli studi all’università. L’attitudine allo studio, dunque, è un primo spartiacque importante tra liceo e istituto tecnico. Per trovare il giusto orientamento, poi, bisogna affidarsi alle proprie capacità e aspirazioni.


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