Personale della scuola

Edilizia scolastica, in arrivo dalla Bei fondi per 900 milioni

di Massimo Frontera

Per i Comuni che hanno bisogno di scuole e sono a corto di soldi è arrivato il momento di tirare fuori i progetti dal cassetto.
Sta infatti per arrivare un’occasione da non perdere. I soldi vengono da un maxi-prestito che, con ogni probabilità, sarà concesso interamente dalla Bei e che sarà ripagato dallo Stato su un orizzonte di lungo termine (fino a 40 milioni l’anno per 30 anni).
La misura dovrebbe consentire di mettere a disposizione una cifra che la Bei stima tra 800 e 900 milioni di euro; e che per di più è esente dal patto di stabilità. Per i fortunati enti che supereranno la selezione si apre la possibilità di realizzare l'opera gratis, con la sola condizione di gestire l'appalto entro i tempi indicati.
«Gli enti locali - suggeriscono i tecnici del Miur - si devono muovere ora perché le Regioni cominceranno a chiedere i progetti entro gennaio». L’attuazione è condizionata a un Dm attuativo già firmato dal ministero dell’Istruzione, e che il ministero delle Infrastrutture e soprattutto dell’Economia firmeranno a breve. Già domani, al Miur si riunisce (per la prima volta dopo 20 anni) l’osservatorio per l’edilizia scolastica.

La previsione del decreto Carrozza
La possibilità risale al Dl Istruzione, n. 104/2013 (articolo 10), che prevede l’accensione di mutui trentennali, con Bei, Cdp e Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa (o altri intermediari finanziari). I soldi possono essere spesi per nuove scuole o per ristrutturazioni di edifici esistenti, palestre scolastiche e alloggi per studenti.
Le Regioni raccoglieranno le richieste dei Comuni e stileranno dei piani triennali di edilizia scolastica da trasmettere al ministero dell’Istruzione. La programmazione triennale 2015-2017 deve anche specificare gli interventi per ciascun anno del triennio. Sono finanziabili solo gli interventi da realizzare: espressamente escluse le opere già appaltate.
Non è necessario il progetto esecutivo. L’importante che l’ente appalti il lavoro entro il 30 settembre 2015, anche con aggiudicazione provvisoria.
Mentre Comuni e Regioni lavorano sui piani triennali, il Miur quantifica il “montante” delle risorse a disposizione e le ripartisce tra le Regioni in base a numero di scuole, popolazione scolastica e affollamento delle strutture. Un successivo Dm Economia (d’intesa con Miur e Mit) autorizza le Regioni a stipulare i mutui.

Le principali tappe e scadenze
Entro il 15 febbraio 2015 il Miur ripartisce le risorse tra le Regioni (che potranno aggiungere risorse proprie). Entro il 31 marzo 2015 le Regioni inviano al Miur i piani triennali. Entro il 30 aprile 2015 il Miur approva (con decreto) la programmazione nazionale sulla base dei vari piani regionali. Sempre entro il 30 aprile 2015, un Dm Economia-Istruzione-Infrastrutture autorizza la stipula dei mutui. L’autorizzazione alla stipula fa scattare il termine di 15 giorni entro il quale vanno bandite le gare. Entro il 30 settembre 2015 i lavori vanno aggiudicati.

L’impatto economico
Anche se ciascuna banca (Bei, Cdp o Bsce) può concedere i soldi, di fatto i tassi più convenienti si attendono dalla Bei. È per questo che l’architettura che si sta definendo prevede che l’intera provvista arrivi dalla Bei. Cdp sarà invece lo snodo operativo: trasferirà i soldi dalla Bei alle Regioni e restituirà il prestito con fondi statali.
Come detto, la Bei stima che la cifra complessivamente disponibile oscillerà tra 800 e 900 milioni. Il tasso - spiegano i tecnici Bei - sarà determinato nel momento in cui si accederà alle stipule, nella prima metà del 2015.
La Banca europea per gli investimenti sta ovviamente preparando tutto il necessario per essere pronta a gestire l'operazione. Per ora - dicono i tecnici impegnati su questo fronte - abbiamo una pre-approvazione da parte del Consiglio di amministrazione; non appena il decreto sarà firmato siamo pronti a sottoporre la misura definitiva e perfezionata al nostro Comitato di direzione e poi al Consiglio di amministrazione.
La Bei fa notare che non è la prima volta che la banca sostiene i mutui di enti locali; è però la prima volta che gli interventi vengono inquadrati in una misura unitaria e organica.
Il Governo – spiegano infatti sempre i tecnici – ha inquadrato in una unitarietà di programma questi diversi finanziamenti.


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