Personale della scuola

Precari, prime sentenze dei giudici italiani: nessuna stabilizzazione, ma maxi-indennizzi

di Claudio Tucci

S
2
4Contenuto esclusivo S24

Finora sono arrivate due sentenze di giudici di merito, Sciacca e Torino, e non hanno disposto la reintegrazione del personale supplente precario, a seguito della sentenza della corte Ue che ha bacchettato l’Italia per la reiterazione dei contratti a termine per coprire posti vacanti e disponibili. La condanna in entrambi i casi è stata il risarcimento economico.

Nel mirino anche gli scatti d’anzianità
I tribunali del lavoro italiani hanno, quindi, ripreso a condannare lo Stato a cospicue spese risarcitorie, evidenzia l’Anief: «La base di partenza sono 15 mensilità di stipendio mancato, pari a circa 25mila euro. «Ed è solo l’inizio - aggiunge il sindacato - i giudici si dovranno esprimere pure su scatti di anzianità, pagamento dei periodi non lavorati tra una supplenza e l'altra. Oltre che, ovviamente, sull'obbligo di costituzione del rapporto a tempo indeterminato. Con un danno iniziale per le casse pubbliche di 6 miliardi di euro».

La richiesta dell’Anief: stabilizzazione per legge
Secondo il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, «i senatori possono limitare il danno all’erario presentando adeguati emendamenti alla legge di Stabilità 2015. Assieme alle 250mila assunzioni, 100mila in più di quelle già programmate dal governo, comprendenti anche 40mila unità di personale Ata, il parlamento ha il dovere di far passare per via legislativa il diritto all’assunzione dei docenti precari inseriti nella seconda fascia d’istituto, oltre che di tutti gli abilitati dopo il 2011, assieme al diritto di accordare gli scatti di anzianità anche al personale precario».


© RIPRODUZIONE RISERVATA