Famiglie e studenti

Nel 2014 spesa italiana per l’istruzione in crescita solo dello 0,6%

di Nicola Barone

S
2
4Contenuto esclusivo S24


Non c’è davanti il segno negativo ma per le risorse destinate nel corso del 2014 all’istruzione l’Italia si colloca tra i Paesi europei a minore intensità di crescita. L’aumento nel dettaglio è stato dello 0,6 per cento, a fronte dei due terzi dell’Ue che hanno accresciuto di oltre l’1 per cento il budget. I dati resi noti dal network educativo europeo Eurydice dicono che in totale, nel 2014, i fondi stanziati sono stati 49,66 miliardi, contro i 48,57 miliardi del 2013.

Ma c’è anche chi ha usato la scure
Il rapporto denominato «National Sheets on Education Budgets in Europe 2014» prende in considerazione i 28 Paesi Ue più Norvegia, Islanda, Montenegro e Turchia. In sei hanno
aumentato meno dell’1 per cento il bilancio dedicato all’istruzione (dati aggiornati a giugno 2014): Italia (0,6), Belgio-Fiandre (0,92), Lussemburgo (0,08), Slovacchia (0,37),
Spagna (0,08) e nella media del Regno Unito (0,1). Altri sette Paesi hanno addirittura tagliato questa voce del bilancio, ovvero Belgio-Vallonia (0,07), Repubblica Ceca (3,33), Irlanda (1,53), Austria (2,72), Croazia (1,95), Finlandia (2,39), Galles (1,88). In altri sei Paesi il bilancio è invece aumentato notevolmente: Estonia (6,36), Lettonia (6,91), Nord Irlanda
(5,16), Malta (5,41) e Turchia (7,05).

Al top degli impieghi l’istruzione secondaria
In Italia si è investito maggiormente nell’educazione secondaria (22 miliari e 927 milioni di euro), poi in quella primaria (12 miliardi e 788 milioni) e infine in quella universitaria (8 miliardi e 99 milioni di euro).


© RIPRODUZIONE RISERVATA