Famiglie e studenti

Censis: nel 2013 alternanza scuola-lavoro per oltre 220mila studenti

di Alessia Tripodi

S
2
4Contenuto esclusivo S24
Il Rapporto 2014 sulla situazione del Paese: corsi sono in aumento, ma la percentuale di giovani coinvolti non supera il 9 per cento.

Cresce l’alternanza scuola lavoro, che nel 2013 ha coinvolto oltre 220mila studenti e più del 58% delle imprese italiane. Lo rivela il Censis nel Rapporto 2014 sulla situazione sociale del Paese, che - a fronte dei dati preoccupanti su un capitale umano sempre più sottoutilizzato - fornisce numeri più rassicuranti sulla risposta del sistema formativo al sempre crescente numero di Neet, cioè di giovani che non studiano e non lavorano.

Più alternanza, ma non basta
Secondo il Censis si è passati dai 45.879 studenti coinvolti in percorsi di alternanza nel 2006-2007 ai 227.886 del 2012-2013. Sono oggi coinvolte quasi 78.000 strutture ospitanti, tra imprese (il 58,2% del totale), professionisti, strutture pubbliche (enti locali, scuole, Asl, università, camere di commercio). Ma «nonostante la vivacità dimostrata » sottolinea il rapporto, i percorsi di alternanza coinvolgono però appena il 9% degli studenti di scuola secondaria superiore. Secondo i dirigenti scolastici incaricati di organizzare le attività, i corsi forniscono una maggiore conoscenza del mondo del lavoro (66,2%), anche in funzione orientativa per la eventuale scelta di proseguire negli studi (47,3%), ma esistono difficoltà a coinvolgere le aziende e il mondo del lavoro in genere (47%), oltre a ostacoli legati alle risorse insufficienti(46,4%) . Per quanto riguarda i percorsi di istruzione tecnica superiore (Its), dal primo periodo di sperimentazione 2010-2012, con 59 Fondazioni e più di 70 percorsi avviati, si è giunti oggi a 64 Fondazioni (più 10 in corso di attivazione), 240 percorsi tra già realizzati, in attuazione e in corso di attivazione, e circa 5.000 studenti. I referenti delle 41 Fondazioni intervistate nell'ambito di una indagine del Censis si dichiarano in maggioranza molto (31,7%) o abbastanza (56,1%) soddisfatti degli esiti occupazionali dei primi diplomati.

Neet record
Quello italiano è un capitale umano non utilizzato di quasi 8 milioni di individui. I dati del Censis rivelano che i più penalizzati sono i giovani: i 15-34enni costituiscono infatti il 50,9% dei disoccupati totali. E i numeri confermano i dati allarmanti sui Neet: i 15-29enni che non sono impegnati in percorsi di istruzione o formazione, non hanno un impiego né lo cercano passano da 1.832.000 nel 2007 a 2.435.000 nel 2013.


© RIPRODUZIONE RISERVATA