Famiglie e studenti

Boom negli Usa per le classi separate, ma per gli esperti non c’è prova di efficacia

di Nicola Barone

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Sembrava niente più che un pallido ricordo del passato. Qualcosa dell’esperienza delle vecchie classi separate tra maschi e femmine era sopravvissuto qua a là, quasi esclusivamente negli istituti privati o religiosi. Ma ora, a causa del revival in atto nella scuola pubblica americana, il dibattito si sta riaccendendo. Alla base, la speranza di migliorare l’apprendimento e quindi il rendimento degli allievi. «È importante riconoscere che Angeline apprende in modo diverso da Angelo» spiega Angeline Flowers, la preside della Charles Drew, scuola elementare di un sobborgo di Fort Lauderdale che, come altre in Florida, ha circa un quarto delle classi divise tra maschi e femmine.

Si fa largo nei contesti più disagiati
Malgrado lo scetticismo spinto di pedagogisti e psicologi, per i quali ben poche sono le evidenze a sostegno della differenza teorizzata nel processo di acquisizione ed elaborazione della conoscenza tra bambini e bambine, l’idea si sta facendo largo in tutto il Paese, soprattutto in scuole nei distretti più poveri, e con i rendimenti scolastici tradizionalmente più bassi. La preside della Charles Drew, scuola dove praticamente tutti gli studenti hanno l’esenzione per la retta della mensa o pagano il minimo, sottolinea che da quando si sono iniziate le classi separate il rating della scuola è passato da D a C. Secondo i dati del dipartimento per l’Istruzione sono 850 le scuole pubbliche che hanno solo classi separate e 750 quelle che ne hanno almeno una. Se si fa un paragone con le cifre relative a dieci anni fa - 34 scuole completamente separate e 122 con alcune classi - si comprende quanto il fenomeno sia in crescita.

L’altolà dell’amministrazione
Ma il boom fa storcere il naso agli esperti ed è causa di proteste da parte delle associazioni per i diritti civili contro quella che definiscono il ritorno alla «segregazione in base al sesso» nelle scuole. «Abbiamo un problema con l’atteggiamento sessista ed invece di affrontarlo, noi dividiamo i sessi», attacca Rebecca Bigles, docente di psicologia dell’Università del Texas, che spiega come con le classi separate si rafforzino gli stereotipi ed i pregiudizi. Preoccupazioni che hanno spinto l’American civil liberties association a presentare ricorsi presso il dipartimento dell’Istruzione e vere e proprie azioni legali contro distretti scolastici in Florida, Texas, Idaho, New York contro le misure considerate una violazione dei diritti civili. In Louisiana e West Virginia i ricorsi hanno avuto successo e le classi separate sono tornate ad essere miste. Nei ricorsi vengono considerati pregiudizi e luoghi comuni le motivazioni a sostegno della separazione, cioè il fatto che maschi hanno sempre risultati peggiori delle femmine nei test di lettura, più problemi con la disciplina e più frequentemente abbandonano gli studi. Di contro, le ragazze nelle classi miste hanno risultati peggiori in scienze di quelli che hanno nelle classi separate. E poi, l’argomento più antico, separando i sessi si evitano altre distrazioni. In risposta alle preoccupazioni e alla denunce, l’amministrazione Obama ha diffuso delle nuove linee guida per la formazioni delle classe separate, imponendo ai distretti di motivare gli eventuali vantaggi accademici con argomenti più stringenti dal momento che il riferimento a «generali differenze biologiche non è sufficiente a permettere agli insegnanti di adottare metodi di istruzione diversi tra maschi e femmine».


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