Famiglie e studenti

Storchi: «Aprire la fabbrica ai giovani per creare un ponte tra scuola e lavoro»

di Alessia Tripodi

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Il presidente di Federmeccanica presenta la 21esima Giornata Orientagiovani che si svolge oggi a Reggio Emilia

«Vogliamo trasmettere ai giovani una nuova visione della fabbrica che non è più quella del ‘900, ma un luogo stimolante fatto di tecnologie d’avanguardia, intelligenza diffusa e sostenibilità ambientale. E rilanciare così la formazione tecnica, puntando su un’alleanza tra scuola, famiglie e imprese per potenziare l’alternanza». Fabio Storchi, presidente di Federmeccanica, spiega così i principali obiettivi della 21esima Giornata Orientagiovani di Confindustria che si apre oggi a Reggio Emilia e che quest’anno è dedicata proprio alla meccanica, come recita l’evocativo titolo: «FabbricAzione, la Meccanica del sapere». E lo fa richiamando l'attenzione su un importante nodo ancora da sciogliere: quello del collegamento tra scuola e lavoro.

Aprire la fabbrica ai giovani
«La meccanica ha fascino perché è la nostra vita e la nostra storia e per questo dobbiamo aiutare i giovani a conoscerla e a capire che, grazie all’evoluzione digitale, da industria “pesante” si è trasformata in industria “pensante”» spiega Storchi, sottolineando, numeri alla mano, il potenziale formativo e occupazionale del settore: «Rappresentiamo il 50% dell’industria nazionale e quasi il 50% dell’export e ciò significa che scegliere corsi scolastici e universitari dedicati alla meccanica permette di investire concretamente nel proprio futuro». Promuovere la cultura tecnica offre anche la possibilità, dice il presidente, di «superare il mismatch» tra l’alto tasso di disoccupazione giovanile in Italia e il deficit annuo di 47mila tecnici che, stando agli ultimi dati Excelsior, le imprese non riescono a trovare.

Più alternanza
Aiutare studenti e famiglie a vincere la “diffidenza” verso la fabbrica per potenziare i percorsi di alternanza scuola-lavoro. E’ questo un altro degli obiettivi di Federmeccanica, che lo scorso giugno ha sottoscritto un accordo con il Miur per la sperimentazione dell’obbligo di alternanza negli istituti tecnici a partire dal 2015-2016. «In Italia solo il 4% degli studenti di scuola superiore frequenta percorsi di alternanza, a fronte di una media del 20% negli altri paesi europei – spiega Storchi – e in questo senso la nostra proposta è quella di introdurre l’alternanza a tutti i livelli rendendola obbligatoria negli ultimi 3 anni degli istituti tecnici, per un ammontare di 600 ore complessive. Un modello che abbiamo già sperimentato ottenendo ottimi risultati». Storchi sottolinea che «il documento della Buona Scuola del Governo ha recepito alcuni degli accordi da noi inseriti nel protocollo e ci auguriamo che si realizzino le condizioni di contorno necessarie per mettere in pratica quanto concordato, perché - conclude - gli strumenti per colmare il gap tra scuola e lavoro esistono già, ma dobbiamo fare in modo che vengano utilizzati al più presto».


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