Famiglie e studenti

Siamo penultimi nei test Ocse, peggio di noi solo i colombiani

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Il primato è degli studenti di Shanghai (gli unici cinesi che hanno partecipato al test finanziario) con un punteggio di più di 100 punti superiore alla media Ocse. Solo penultimi invece gli italiani, collocati al piano basso dei 466 punti. È quanto risulta alle rilevazioni dell'Ocse che dal 2012 ha raffinato un test Pisa (Programme for international student assessment) tra i Paesi membri del G20 per una maggiore divulgazione dell'educazione finanziaria.

Larga la platea dei soggetti indagati
La penultima posizione in classifica dell'Italia si è registrata nonostante il nostro Paese abbia sottoposto al test Pisa il campione più ampio di studenti (7.068 estratti a caso su una popolazione di 564.043). Il livello di conoscenza della materia degli studenti quindicenni italiani è molto basso (compreso tra 2 e 3). Nel nostro paese più di uno studente su cinque
(il 21,7% circa contro il 15% della media Ocse) non raggiunge neanche un livello ritenuto minimo di alfabetizzazione finanziaria (il livello 2).

Ma un dato si pone in controtendenza
I punteggi dei ragazzi titolari di un conto corrente o carta prepagata (che in Italia sono circa 4 su dieci) però sono circa dieci punti più alti degli altri. Al secondo posto troviamo il Belgio (541 punti) e gli studenti estoni (con 529 punti). Gli studenti statunitensi sono al nono posto con 498 punti seguiti a distanza dai francesi e dagli spagnoli (rispettivamente undicesimi e tredicesimi). A metà 2014 erano circa 50 gli Stati che avevano avviato programmi di educazione finanziaria o che avevano in progetto di avviarne a breve, contro i 10 del 2008. Sono ancora pochi tuttavia quelli che hanno già introdotto l'educazione finanziaria nei programmi scolastici ufficiali e avviato progetti sistematici di attuazione. Alcuni paesi (Australia, Paesi Passi, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti) hanno
anche avviato progetti comuni.


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