Famiglie e studenti

Edilizia scolastica, in arrivo concorsi di idee per realizzare istituti innovativi

di Massimo Frontera

Laura Galimberti, coordinatore dell'unità di missione per gli istituti di Palazzo Chigi: «Pronto l’aggiornamento delle norme tecniche e un piano per il repertorio di progetti per l'appalto».

Una scuola radicalmente nuova, nella struttura, nell'architettura, nella funzione didattica e nel rapporto con il quartiere e la città. La sfida è stata aperta da Francesco Profumo, ministro del governo Monti, ma il testimone è oggi arrivato fino alle mani di Laura Galimberti, a capo della struttura di missione per l'edilizia scolastica, fortemente voluta dal premier Matteo Renzi.
Architetto, diplomata al Politecnico di Milano, Laura Galimberti ha svolto la libera attività prima di iniziare una carriera nel settore pubblico, aggiungendo alle competenze di tipo progettuale anche quelle direttive nei campi della manutenzione, del demanio della valorizzazione degli immobili e della finanza immobiliare.
La struttura di missione - composta da sei persone e un dirigente, oltre al coordinatore - è nata per arrivare a una gestione il più possibile unitaria ed efficiente di un'attività statale caratterizzata da un'estrema frammentazione di amministrazioni competenti, programmi e finanziamenti. Ma è ormai chiaro che sulle spalle del coordinatore, Laura Galimberti, c'è anche un'altra mission, molto più ambiziosa: completare appunto il lavoro avviato due anni fa dagli scorsi governi e posare le fondamenta di un nuovo modello di scuola: moderna, bella e funzionale. «Le norme tecniche vigenti sull'edilizia scolastica sono ancora quelle del 1975 - esordisce Laura Galimberti -, norme di tipo prescrittivo e non prestazionale, ma che soprattutto sono superate rispetto alle attuali esigenze didattiche».


Nuove norme tecniche
«Vogliamo arrivare - aggiunge - a una normativa nazionale che possa essere il riferimento unico sull'edificio scolastico, sia pure prevedendo spazi di modifica per le Regioni, per esempio concedendo oscillazioni all'interno di limiti minimo e massimo su alcuni aspetti tecnici». Il primo e unico tentativo è stato fatto dall'ex ministro Profumo. Nell'aprile 2013 la conferenza unificata ha approvato delle linee guida sulla progettazione di nuove scuole. Il documento è rimasto però sulla carta per la mancanza di norme applicative tecniche di dettaglio (sulle quali non è stata raggiunta un'intesa con le Regioni). La struttura di missione ha ora ripreso le fila di questo lavoro, con l'obiettivo di arrivare a una nuova bozza delle norme tecniche, aggiornata, da condividere prima con il ministero dell'Istruzione, poi con gli altri dicasteri interessati e infine con le Regioni e gli enti locali. Il lavoro è nella fase iniziale, anche se, riferisce Galimberti, «in alcune parti l'istruttoria è già completata». Quanto ai tempi, Galimberti si è dato l'obiettivo di definire lo schema delle nuove norme tecniche «entro l'inizio del prossimo anno».
Nel frattempo saranno rinfrescate anche le linee guida sulla progettazione del 2013: «rivedremo ad esempio la parte degli spazi dei laboratori, tutte le scuole dovranno avere questi luoghi e spazi flessibili; le scuole devono prevedere anche spazi individuali più piccoli, spazi agorà e luoghi aperti anche alla città per spettacolo, cultura, sport. Ci possono essere anche spazi per la redditività. In tutto questo il ruolo del progettista è molto importante. Altri elementi potrebbero arrivare dai suggerimenti dei cittadini che fino al 15 novembre possono partecipare allo spazio di discussione sulla “buona scuola” aperto on line dal 15 settembre».


Concorso-tipo per la progettazione
Tutto questo lavoro poi deve “atterrare” nelle città e trasformarsi in cantieri e nuovi edifici. Ed ecco quel sarà il percorso. «Una volta completate le norme tecniche sarà necessario un “test” sul campo: bisogna dare la possibilità ai progettisti di misurarsi con questa importante novità, anche perché dalla prova della progettazione possono arrivare suggerimenti utili a migliorare. Il concorso di idee può rappresentare questo passaggio importante». Un concorso di idee ma con ricadute concrete, sul modello dell'housing contest, l'esperenza lanciata nel 2010 a Milano sul tema dell'housing sociale e che ha visto uniti costruttori edili (Assimpredil), Comune, In/Arch, Federlegno Arredo e ordine degli architetti. Il frutto finale è stato un repertorio di oltre 100 soluzioni progettuali, con indicazione chiara di costi, tempi di realizzazione e performance tecniche. Progetti praticamente pronti per l'appalto.
«La nostra idea - racconta Galimberti - è di lanciare il concorso di idee, cercando poi di concretizzare, in una seconda fase, un percorso attuativo per le soluzioni migliori, in modo che i Comuni interessati abbiano una gamma di possibili scelte progettuali». In questo percorso, Galimberti vuole coinvolgere anche il consiglio nazionale degli architetti. Più in generale, aggiunge Galimberti, «vogliamo arrivare a offrire a tutti Comuni, specie i piccoli centri, una sorta di kit, uno strumento semplice e pratico per arrivare all'appalto dell'opera».


Il bilancio dei programmi di edilizia scolastica (vecchi e nuovi)
Ma l'attività principale che impegna l'unità di missione è quella di stimolo e monitoraggio degli interventi dei vari piani e programmi. In prima fila ci sono i più recenti programmi denominati “scuole nuove”, “scuole sicure” e “scuole belle”.
Galimberti snocciola gli ultimi dati sull'avanzamento di questi programmi. Il primo - scuole nuove - non prevede nuovi stanziamenti ma solo la concessione di spazi finanziari esenti dai vincoli del patto di stabilità, per dare modo agli enti locali di spendere le proprie risorse disponibili per investimenti. Su questa misura c'è da registrare una novità importante: il Dpcm del 28 ottobre scorso (ora alla Corte dei conti per la registrazione) che ha concesso agli enti locali ulteriori spazi finanziari di deroga al patto per il 2014. Per l'edilizia scolastica la novità si traduce nello sblocco di ulteriori 50 interventi che si vanno ad aggiungere ai precedenti 404 sbloccati grazie ai 122 milioni di spazi concessi dal governo (ma utilizzati non completamente). Pertanto il bilancio finale - al 30 ottobre 2014 - è il seguente: su 454 interventi, 62 risultano conclusi, 182 sono in corso, 127 sono «in appalto o in fase preparatoria» e, infine, 83 sono quelli da avviare (cifra che include tutti i 50 interventi sbloccati dal citato Dpcm 28 ottobre).
Più difficile il monitoraggio dei cantieri del programma “scuole sicure”, finanziate con i 150 milioni del decreto 69/2013 (cosiddetto decreto fare) e successivamente con 400 milioni stanziati dalla delibera Cipe del 30 giugno 2014 recentemente pubblicata in Gazzetta . «I finanziamenti - assicura comunque Galimberti - sono in corso di liquidazione agli enti locali proprio in questi giorni».
Quanto ai programmi di più vecchia data, il coordinatore dell'unità di missione spiega che si sta cercando una soluzione per dare una scossa ai due cosiddetti programmi stralcio (che valgono rispettivamente circa 358 e 259 milioni di euro). «Ci sono ancora circa 1.300 iniziative avviate ma non concluse e circa 200 iniziative mai partite; stiamo lavorando a una soluzione da inserire in un veicolo normativo che consenta di aggiornare tutti i progetti che nel tempo si sono “invecchiati”, anche utilizzando, ove possibile, gli eventuali ribassi d'asta», anticipa Galimberti.
Va detto che il tentativo non è nuovissimo, anche se non è mai andato in porto, almeno finora.
Più in alto mare l'utilizzo dei 300 milioni dell'Inail, che nelle nuove scuole potrebbe investire fino a 100 milioni l'anno nel triennio 2014-2016 (come prevede il decreto legge n.69/2013). Il 2014 è ormai quasi passato senza che si sia arrivati a un accordo sulle modalità dell'investimento da parte dell'Istituto. Il dossier Inail è uno di quelli su cui sta lavorando l'unità di missione. Intanto, l'obiettivo più a breve termine è quello di non perdere i 100 milioni dell'annualità 2014, cercando di aggiungere i fondi ai 100 milioni già “appostati” sul 2015.
L'altro importante fronte è quello dei mutui trentennali con la Bei per realizzare nuove scuole . La misura vale circa 900 milioni di investimenti. Il decreto attuativo è stato approvato in conferenza unificata un mese fa. Ma si attende ancora l'ok finale da parte del ministero dell'Economia.


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