Famiglie e studenti

Consultazione sul Pon per le scuole: domani ultimo giorno per partecipare

di Elisa Giannetto

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Non è ancora chiaro se ci sia fiducia sulla metodologia delle consultazioni pubbliche, ciò che è certo è che le scuole hanno la possibilità di dare il proprio contributo sia sulla riforma del sistema scolastico proposta dal governo sia sulla definizione del Pon per la scuola 2014-2020, la cui consultazione è stata prorogata al 31 ottobre. Il programma operativo nazionale per l'istruzione poggia su due assi: da un lato gli interventi sul capitale umano per sostenere l’occupazione, contrastare la dispersione scolastica e creare figure professionali e di formatori attraverso il Fondo sociale europeo (Fse), dall'altro, investimenti sulle infrastrutture per creare ambienti dell'apprendimento innovativi attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). Un piano che durerà fino al 2020 e che prima di prendere il via chiama ancora all'appello chi la scuola la fa. I contributi potranno essere inviati, entro fine mese, all'indirizzo e-mail ponscuola.comunicazione@istruzione.it

Le scuole coinvolte
A differenza della precedente programmazione dei Fondi strutturali europei (2007-2013) del settore istruzione destinati esclusivamente agli istituti scolastici delle regioni dell'obiettivo convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), la nuova programmazione settennale coinvolge tutte le scuole di Italia. I fondi strutturali europei 2014-2020 potranno dunque essere utilizzati, pur con risorse diversificate, da tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, inclusa la scuola dell'infanzia. Sul piatto ci sono 3 miliardi di euro da spalmare con intensità variabile sui vari territori, agendo in maniera più forte nelle aree svantaggiate. In particolare, le risorse sono così ripartite: 2,1 miliardi di euro per le Regioni meno sviluppate; 200 milioni di euro per le Regioni in transizione; 700 milioni di euro per le Regioni più sviluppate.

I punti salienti del Pon 2014-2020
Come per la programmazione 2007-2013, il nuovo Programma sarà cofinanziato dai Fondi strutturali europei (Fse e Fesr) e dallo Stato italiano. Il piano, in linea con l'accordo di partenariato, il quadro Europeo “Education & Training 2020” e con le innovazioni in atto nella scuola italiana, ha come obiettivi prioritari la riduzione della dispersione scolastica (la percentuale di giovani in età 18-24 anni che abbandonano precocemente gli studi si attesta al 17% a livello nazionale, a fronte di un target del 10% fissato per il 2020 dalla strategia europea). Parallelamente, si impone l'innalzamento dei livelli di istruzione della popolazione adulta (i dati della rilevazione Ocse-Pisa evidenziano, infatti, come il 19,5% degli studenti italiani abbia scarse competenze in lettura, matematica, attestandosi significativamente al di sotto della media dei Paesi Ocse). Tra le altre azioni troviamo lo sviluppo di competenze chiave, l'orientamento, la formazione dei docenti e del personale della scuola, l'internazionalizzazione, la scuola digitale, la modernizzazione dei laboratori, e il miglioramento delle infrastrutture. Nonostante i miglioramenti registrati, l'Italia è ancora lontana dagli obiettivi sulle competenze e sulla qualità del sistema di istruzione che erano stati fissati per il 2013. Il Pon “Per la scuola”, che dovrà prendere il via entro la fine dell'anno, ha il compito di restringere questo divario stimolando lo sviluppo di competenze specifiche e migliorando l'attrattività degli istituti scolastici.

Le fasi post-consultazione
La consultazione pubblica, avviata il 1 agosto scorso, rappresenta un'iniziativa di democrazia partecipativa volta a coinvolgere tutti i soggetti interessati nella co-progettazione del nuovo Pon. Una prima bozza è stata inviata il 22 luglio scorso alla Commissione europea ricerca e ha ricevuto un primo parere. Il Miur utilizzerà i risultati emersi dalla consultazione per giungere a un testo definitivo che ripresenterà alla Commissione per l'approvazione finale. Come fa sapere il Miur con una nota «la consultazione pubblica è aperta sia sul testo del documento originale trasmesso alla Commissione europea, sia su un testo semplificato, per i non addetti ai lavori. Ciascun contributo emerso in fase di consultazione sarà letto, analizzato, discusso e valutato secondo canoni di imparzialità e trasparenza dal Miur, che è responsabile della decisione di recepire o non recepirne i contenuti, anche tenuto conto delle osservazioni che saranno avanzate dalla Commissione europea».


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