Enti e regioni

Da Bolzano alla Sicilia, la mappa dei progetti regionali contro la dispersione

di Alessia Tripodi

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La rassegna delle «buone pratiche» sperimentate sul territorio: obiettivi centrati grazie alle reti di scuole e alle misure per l’orientamento

Il mix di misure contro la dispersione scolastica messe in campo dal Miur con la «Buona Scuola» - unite alle risorse liberate dal ddl di Stabilità - puntano a combattere un fenomeno che nel nostro Paese rappresenta ancora uno dei maggiori ostacoli al successo formativo degli studenti. Ma nella lotta all’abbandono scolastico un ruolo importante è rivestito anche dalle Regioni, che sono chiamate a contribuire all’azione del Governo per la riduzione dei tassi di dispersione anche in vista degli obiettivi fissati dall’Europa per il 2020. Ma quali sono le azioni messe in campo dagli enti locali? In un documento presentato nelle scorse settimane, la Conferenza delle Regioni fa il punto sugli esempi di «buone pratiche» sperimentate sul territorio e sui risultati raggiunti.

In Friuli titolo di studio per tutti
Attivo da tre anni scolastici, il progetto «Gli anni in tasca» della Provincia Autonoma di Bolzano nasce da un accordo di rete tra scuole ed è rivolto ad alunni della secondaria di primo grado a grave rischio di abbandono. In due anni di attività sono stati seguiti complessivamente 39 alunni e per 33 di questi il progetto ha avuto esito positivo. I fondi a disposizione per gli educatori ammontano a 200mila euro.
Oltre mille allievi, di cui il 46% stranieri, hanno invece partecipato ai percorsi di istruzione e formazione professionale per giovani minori dispersi realizzati in Friuli Venezia Giulia e tutti hanno conseguito il titolo di studio del primo ciclo alla fine del percorso.
In Piemonte, i «Progetti Laboratori Scuola Formazione» della durata di 800 ore -partiti nel 2007-2008 grazie a un accordo regione-Miur - hanno coinvolto negli ultimi due anni circa 1700 allievi, di cui 1.641 hanno conseguito la licenza media e i crediti per accedere ai percorsi di qualifica con crediti all'ingresso (durata biennale). Nelle attività sono attualmente coinvolte 28 Scuole medie capofila. L’iniziativa può contare su una dote finanziaria di quasi 2 milioni, a cui vanno aggiunti 500mila euro di Fondi Miur.

Le eccellenze al Sud
In Puglia il progetto «Diritti a scuola», avviato nell’anno scolastico 2009-2010 e giunto alla quinta edizione, ha coinvolto circa 240mila studenti delle scuole elementari, medie e del primo biennio delle secondarie, che sono stati coinvolti in attività di rafforzamento delle competenze abbinate a momenti di orientamento e consulenza psicologica. Nato da un accordo tra il Miur e la regione, il progetto è stato finanziato con 140,5 milioni di fondi Por-Fse. Le verifiche al termine delle attività hanno evidenziato un miglioramento delle performance di apprendimento degli studenti pugliesi nei test Ocse Pisa e Invalsi.
Ottimi risultati anche in Sicilia, dove le iniziative contro l’abbandono avviate nell’anno scolastico 2013-2014 hanno coinvolto 128 scuole. Dopo un anno di lavoro, l’analisi dei dati ha rivelato un innalzamento delle prestazioni scolastiche degli studenti e un alto gradimento da parte dei docenti, che hanno visto accolto il loro bisogno di formazione e sostegno per stabilire alleanze professionali più efficaci.



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