Famiglie e studenti

Allarme per il dimezzamento dei fondi agli istituti paritari

di Claudio Tucci

Per il 2015 lo stanziamento previsionale per le scuole non statali ammonta a 272 milioni di euro, oltre il 40% in meno rispetto ai 498 milioni di quest'anno. Un calo che allarma le associazioni degli istituti paritari in pressing sul Governo per trovare una soluzione (in sede di Stabilità).

I tagli e le proteste
Fino a qualche anno fa, ai tempi dell'ex ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni, i fondi per finanziare il sistema scolastico non statale (13.981 istituti, oltre un milione di studenti e 120-130mila unità di personale docente e non) toccavano quota 540 milioni annui. Poi il finanziamento è diminuito: «Per il prossimo anno l'esecutivo deve trovare almeno 230 milioni e impegnarsi a rendere stabili questi fondi che servono soprattutto per le scuole dell'infanzia e primaria», ha detto Mauro Masi, presidente della Compagnia delle opere educative. Sulla stessa lunghezza d'onda è il numero uno di Aninsei Confindustria Federvarie, Luigi Sepiacci, che preme, pure, «per superare le diverse realtà regionali e valorizzare il merito per introdurre una sana competizione». Il Miur è «consapevole del tema risorse - ha risposto il sottosegretario, Gabriele Toccafondi –. Stiamo lavorando per dare risposte adeguate».

A rischio gli obiettivi di Europa 2020
Le scuole non statali, senza fondi, vanno verso la chiusura mettendo così a rischio anche il raggiungimento degli obiettivi «Europa 2020» che prevedono, per esempio, di raggiungere la scolarizzazione del 95% dei bambini tra i 4 e i 6 anni. Traguardo difficilmente raggiungibile senza l'apporto della scuola dell'infanzia paritaria.


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