Famiglie e studenti

Le scuole sono tenute all’inserimento graduale dei ragazzi affetti da autismo

di Franco Portelli

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Il diritto all'istruzione di tutti gli alunni e in particolare di quelli in situazione di handicap non può essere negato dal dirigente scolastico. Non mancano le sentenze dei giudici che ribadiscono questo principio. L'ultima è quella emessa dal Tar di Brescia che ha accolto favorevolmente la richiesta di sospensiva presentata dai genitori di un'alunna 17enne di Poggio Rusco a cui il dirigente scolastico dell'Istituto Alberghiero aveva negato l'iscrizione. Per la scuola mancavano le condizioni necessarie per determinare la piena integrazione dell'alunna. Dopo l'intervento del giudice amministrativo la ragazza dovrà essere accolta dalla scuola. Rimangono da concordare i tempi e i modi.

Il diritto all'istruzione è garantito dalla legge
La legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone in situazione di handicap, «garantisce il diritto all'educazione e all'istruzione della persona handicappata nelle sezioni di scuola materna, nelle classi comuni delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e nelle istituzioni universitarie». L'ordinanza del Tar, applicando quanto contenuto nella legge, riconosce il dovere di garantire alla 17enne diversamente abile l'educazione che è un diritto fondamentale, pur precisando che il percorso di integrazione potrà avvenire attraverso un inserimento graduale con accessi periodici e sperimentali per poi arrivare alla frequenza stabile.

Servono misure di integrazione e sostegno
L'ordinanza ha sottolineato, inoltre, un principio stabilito in una specifica sentenza della Corte Costituzionale, secondo cui il diritto del disabile all'istruzione si configura come diritto fondamentale la cui fruizione è assicurata attraverso misure di integrazione e sostegno, idonee a garantire la frequenza degli istituti di istruzione.

La scuola deve organizzare un inserimento graduale
La scuola, adesso, è chiamata a inserire questa alunna che esprime bisogni particolari. Il giudici del Tar, nell'accogliere il ricorso, hanno fornito indicazioni precise che assumono non solo un'importanza giuridica ma anche pedagogica. Hanno, infatti, invitato le parti a organizzare un inserimento graduale della ragazza nell'istituto con il supporto di personale qualificato. La buona riuscita di questa attività passa da un importante lavoro di equipe. L'inserimento degli alunni con differenti abilità nelle scuole ha, infatti, bisogno del lavoro sinergico di diverse figure professionali. A questo proposito un ruolo importante può svolgerlo il gruppo di studio e di lavoro d'istituto (Glh) che ha il compito di collaborare alle iniziative educative e d'integrazione, per la buona riuscita dell'inserimento scolastico degli alunni diversamente abili. Fanno parte del Glh oltre al dirigente scolastico, i coordinatori delle classi nelle quali sono presenti alunni in situazione di handicap, i docenti specializzati sul sostegno in servizio nell'istituto, alcuni genitori, operatori della scuola e operatori socio-sanitari.


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