Famiglie e studenti

Per l’offerta formativa pronti solo 19 milioni di euro

di Claudio Tucci

Quest'anno le scuole riceveranno appena 19 milioni di euro per il potenziamento dell'offerta formativa. Lo scorso anno questo “tesoretto”, introdotto nel 1997 con la legge 440 per rafforzare l'autonomia progettuale degli istituti, valeva 78 milioni. Nel 2012 circa 93 milioni, e così a ritroso fino all'anno di inizio delle erogazioni dei fondi, il 1999, quando le risorse a disposizione delle scuole toccavano addirittura quota 345,6 milioni di euro (convertendo in euro la cifra originaria espressa in lire). Praticamente nel giro di 16 anni il finanziamento alla legge 440 si è di fatto prosciugato.

Dimezzati i fondi per l’alternanza scuola-lavoro
Una grave perdita per gli istituti visto che stiamo parlando di risorse che vengono spese per far fronte ai diversi bisogni degli alunni disabili, per la formazione dei docenti, per programmare interventi contro l'abbandono e la dispersione scolastica, per organizzare l'alternanza scuola-lavoro alle superiori. Quest'ultima voce è, per così dire, emblematica della situazione: nel 2013 poteva contare su 21 milioni, una cifra più o meno stabile nel tempo. Quest'anno, invece, arriveranno appena 11 milioni (dei 19 milioni totali) e con questi fondi si riuscirà a mala pena a coprire le ore obbligatorie di alternanza negli istituti professionali. E nei tecnici? A queste scuole, per ora, rimane solo la promessa contenuta nel dossier «La Buona Scuola» di Matteo Renzi di un impegno del governo a mettere sul piatto 100 milioni di euro l'anno per rendere obbligatorie 200 ore di alternanza scuola-lavoro nell'ultimo triennio (oggi sono circa 100 ore). Una promessa non da poco conto, visto il livello attuale di soldi a disposizione degli istituti (l'unica speranza sono le risorse in più che usciranno dalla spending review e verranno inserite in legge di Stabilità).

Pozzo di san Patrizio
Ma come è stato possibile arrivare al quasi azzeramento della legge 440? Perchè negli anni i vari governi hanno sempre utilizzato questi soldi come un “pozzo di san Patrizio” a cui attingere. Diversi gli esempi. Nel 2010 mancavano le risorse per rifinanziare le missioni internazionali o serviva far recuperare ad Anas lo stop al caro pedaggi: si è “pescato” dalla legge 440. Dal 2013 a quest'anno c'è stato un calo di 59 milioni (da 78 a 19 milioni). Beh: 39 milioni sono stati utilizzati per recuperare le posizioni economiche Ata e altri 20 milioni sono serviti per affrontare il problema dei circa 11mila esuberi di addetti alle pulizie delle scuole (ex Lsu). Tutte motivazioni urgenti ma che hanno tolto risorse destinate agli alunni. «Un peccato - ha commentato Noemi Ranieri della Uil Scuola - perchè gli istituti avevano dimostrato di saper fare buon uso di questi fondi. È chiaro che ora parlare di autonomia e sostegno alla didattica ha sempre meno senso».


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