Famiglie e studenti

Con la Notte dei ricercatori debutto ufficiale dei «tutor digitali»

di Nicola Barone

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La Notte dei Ricercatori sarà anche l'occasione per il debutto dei tutor digitali. Il progetto promosso dalla Commissione Europea, che coinvolge in Italia 5 progetti e un totale di 23 città, la giornata segna una novità: la casa editrice scolastica Loescher presenterà i suoi veri e propri assistenti digitali in grado di guidare allo studio delle materie letterarie, all'apprendimento delle lingue straniere e alla traduzione dal greco e dal latino.

L'assistenza agli studenti
I tutor, spiega la casa editrice torinese, seguono lo studente nello svolgimento dell'esercizio, lo consigliano e lo correggono. Quando lo studente ritiene di avere terminato il lavoro, lo invia all'insegnante che controlla il compito e verifica, rispetto a ogni competenza, quanto e come è progredito il singolo alunno. In poco più di un anno di attività, i nove tutor hanno riscosso un notevole successo: al momento sono più di 40mila gli utenti registrati, per un totale di circa 2.500 classi virtuali, tra le quali si contano anche quelle di venti scuole straniere. "Cicero", il tutor di latino è stato il primo ad essere messo online, oggi conta 2.397.000 risposte. Ottime performance sta facendo registrare il secondo strumento attivato, "Eugenio", il tutor di italiano.

Le sinergie in campo
Questa innovazione per il mondo della scuola è stata possibile grazie all'integrazione tra Loescher e le strutture di Maieutical Labs, il centro di ricerca privato sulla didattica online e l'e-learning, formato da linguisti e informatici, che ha ideato e sviluppato i software. «L'ingresso del web - spiega Marco Griffa, direttore generale di Loescher Editore - ha modificato moltissimo il lavoro editoriale, perché ha creato nuove professionalità, prima inesistenti nell'editoria scolastica, e ha cambiato il modo di progettare i libri. Credo che la ricerca sia un elemento centrale nella crescita del Paese e che debba dare un indirizzo anche al mondo della scuola, per cambiare il modo di insegnare e di apprendere».


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