Famiglie e studenti

Edilizia scolastica, ok alla delibera Cipe che assegna 400 milioni per 2020 cantieri

di Massimo Frontera

Via libera della Corte dei Conti al provvedimento che apre la corsa agli appalti per la messa in sicurezza delle scuole. Si attende ora la pubblicazione in Gazzetta

Dopo una lunga attesa, arriva (quasi) al traguardo l'iter della delibera Cipe che assegna 400 milioni al finanziamento di interventi per la messa in sicurezza delle scuole, a scorrimento della graduatoria finanziata nella prima fase con 150 milioni del decreto fare, n.69/2013 (ora rubricata come categoria #scuolesicure). Dopo l'approvazione - il 30 giugno scorso da parte del Cipe - sulla delibera è sceso il mistero. Il testo - peraltro oggetto di una parziale riscrittura - non è mai stato diffuso. Ora, il Cipe informa che, il 19 settembre scorso, la delibera è stata registrata dalla Corte dei Conti e che, dunque, è in attesa di essere pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale».

Via alle gare
La notizia ha l'effetto della pistola dello starter per tutti i 2020 enti locali interessati (quasi tutti sono Comuni), che finalmente potranno dare il via alle gare. Sindaci e presidenti di Provincia hanno tempo fino alla fine dell'anno per assegnare l'appalto avvalendosi dei poteri commissariali che abbreviano notevolmente la procedura di gara (grazie ad alcune deroghe al codice appalti). A fine anno infatti - salvo proroghe - scade la possibilità di avvalersi delle procedure commissariali concesse dal citato decreto 69/2013 (e precisate con il Dpcm 22 gennaio 2014). Facile prevedere che le aggiudicazioni si concentreranno nel mese di dicembre, anche perché i fondi, come ribadisce la delibera Cipe, saranno disponibili solo a partire dal 2015. Peraltro, gli enti - oltre a velocizzare al massimo la procedura di gara - saranno costretti a un esercizio di "equilibrismo": infatti devono aggiudicare l'appalto entro fine anno ma devono anche erogare l'anticipazione obbligatoria all'impresa. Se non hanno i soldi, il contratto di appalto deve pertanto essere sottoscritto il nuovo anno, non appena l'ente entra nella disponibilità delle risorse.

Il fondo sviluppo e coesione
Per "rassicurare" i Comuni sul buon esito dell'iter della delibera Cipe, lo scorso il 1° agosto, l'ufficio di Gabinetto del ministero dell'Istruzione, aveva sollecitato comuni e province - «nelle more della registrazione della delibera Cipe» - ad avviare le procedure di gara, per non rischiare il definanziamento. Con l'occasione, aveva ricordato agli enti che le «risorse saranno assegnate agli enti locali a partire da gennaio 2015 e dovranno essere utilizzate nello stesso anno». I soldi stanziati dal Cipe sono a valere del fondo Sviluppo e Coesione. Le risorse vengono sottratte alla disponibilità delle regioni e assegnate al Miur. I fondi vengono assegnati a 18 Regioni (sono assenti Valle d'Aosta e le due province autonome) «sulla base del riparto effettuato dal decreto legge n. 69/2013, anche tenendo conto del numeri degli edifici scolastici e degli alunni presenti in ciascuna regione, della situazione del patrimonio edilizio scolastico nonché delle richieste pervenute e degli interventi presenti in graduatoria».

Gli altri dettagli
I fondi statali non potranno superare il 50% del costo dell'intervento. Previsto anche il riutilizzo delle economie prodotte dai ribassi d'asta (che però andranno a finanziare un'altra graduatoria: quella avviata dal bando pubblicato il 10 ottobre 2013 per la messa in sicurezza degli edifici scolastici). Le risorse - spiega la delibera - verranno gestite con i seguenti quattro futuri provvedimenti Miur-Dipartimento per la coesione economica: il primo decreto sarà adottato «quando sia stato aggiudicato il 50% degli interventi finanziati e la riprogrammazione non potrà eccedere il 50% delle economie da ribassi registrate»; il secondo decreto sarà adottato quando si arriverà al 90% delle aggiudicazioni e la riprogrammazione non potrà superare il 50% dei ribassi «cui si aggiungeranno eventuali economie degli interventi che hanno nel frattempo completato i lavori»; il terzo decreto arriva dopo l'aggiudicazione del 100% degli interventi (anche in questo caso, le risorse programmabili non potranno eccedere il 50% delle economie «cui si aggiungeranno eventuali economie degli interventi che hanno nel frattempo completato i lavori»); l'ultimo decreto arriverà con la conclusione del 100% dei cantieri finanziati.
La delibera assegna anche ulteriori 40 milioni al ministero dell'Istruzione «che il detto Miur potrà destinare al finanziamento di interventi volti all'ammodernamento e al recupero del patrimonio immobiliare scolastico, anche attraverso il ripristino del decoro e della funzionalità degli edifici scolastici».


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