Famiglie e studenti

Con 300 milioni via al potenziamento dei laboratori

di Claudio Tucci

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In Italia abbiamo 700mila disoccupati tra i 15 2 i 24enni. Oltre quattro milioni (4 milioni e 355mila per l'esattezza) che non studiano, non lavorano e non sono in formazione. Abbiamo un tasso di dispersione scolastico tra i più alti d'Europa (17,6%), e perdiamo troppi ragazzi a partire già dalla scuola media e nel primo e quarto anno delle superiori.

La sfide del "saper fare"
Cosa fare di fronte a questi numeri? Certo, c'è bisogno di un più stretto legame tra scuola e lavoro. Ma il ministero dell'Istruzione pensa anche ad altre iniziative come per esempio quella di affiancare al sapere il "saper fare", partendo dai laboratori. In passato i laboratori tecnici delle nostre scuole hanno formato le figure professionali pratagoniste del successo industriale italiano. Ed è fondamentale, oggi, ripensare il laboratorio come palestra di innovazione legata allo stimolo delle capacità creative e di "problem solving" degli studenti

Il piano del Miur
Per questo il Miur sta lavorando per far partire un forte potenziamento dei laboratori in tutte le scuole superiori, anche attraverso l'acquisto di nuovi macchinari (stampanti 3D, frese laser, componenti robotici). Un piano a tutto tondo che ha bisogno, stimano i tecnici di Viale Trastevere, di circa 300 milioni di euro.

Le risorse
Questi 300 milioni necessari alla riqualificazione dei laboratori scolastici potranno arrivare, per un terzo almeno, da fondi ordinari del Miur. A queste risorse si potrebbero aggiungere fondi Pon-Fesr e contributi di imprese e fondazioni private, attraverso schemi di co-finanziamento (in particolare per i laboratori più specializzati). È previsto anche un piano di formazione per i docenti, attingendo dai fondi europei Pon. Così gli insegnanti saranno formati alle nuove tecnologie laboratoriali.


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