Famiglie e studenti

Scuole (poco) sicure: il 40% senza manutenzione, il 70% con lesioni strutturali

di Maria Piera Ceci

Quattro scuole su dieci hanno una manutenzione carente, oltre il 70 per cento presenta lesioni strutturali, in un caso su tre gli interventi strutturali non vengono effettuati. È quanto si legge nel XXII Rapporto sulla sicurezza , qualità e accessibilità a scuola di Cittadinanzattiva, che viene presentato oggi a Roma. In totale sono 213 gli edifici scolastici monitorati in 14 Regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto), per un totale di oltre 70mila studenti e 7mila i docenti.

Le note negative
Dal Rapporto emergono molte conferme in negativo rispetto alle edizioni precedenti. Il 41% delle scuole ha uno stato di manutenzione mediocre o pessimo e in undici mesi sono stati censiti 36 casi di distacchi di intonaco e crolli di solai e controsoffitti. Poi ancora, mancano sale di sicurezza nel 22% delle scuole, le porte con apertura antipanico sono assenti nel 76% delle aule.
Sono 766 gli incidenti accertati nell'ultimo anno dentro le mura scolastiche. In 94 casi è stato chiesto l'intervento del 118 e in 53 si è dovuti ricorrere alle cure in ospedale.
Particolarmente difficile resta la situazione per gli studenti disabili. Il 46% degli edifici su più piani dispone di un ascensore, ma questo nel 20% dei casi non funziona. Barriere architettoniche sono presenti nel 29% delle aule. Quasi in un'aula su due non ci sono banchi adatti a uno studente in carrozzina.

Gli aspetti positivi
Nel Rapporto si scoprono però anche elementi positivi. Cresce il numero di scuole che utilizza fonti di illuminazione basso consumo (32%), o pannelli solari e altre fonti rinnovabili (9%) e che fa la raccolta differenziata (65%). L'87% delle scuole monitorate, inoltre, resta aperta nel pomeriggio, al di fuori dell'orario scolastico, per attività culturali, sportive o ricreative.
Un Rapporto dunque con molte ombre e poche luci, nonostante l'impegno del governo Renzi che ha messo in campo risorse economiche per le scuole attraverso i piani #scuole sicure, #scuole nuove e #scuole belle. «È un ottimo inizio quindi non ce ne voglia il governo se facciamo alcune puntualizzazioni», spiega Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della scuola di Cittadinanzattiva. «Non ci convince come sono state scelte le scuole, parliamo di 21mila edifici in due anni, e la priorità economica data a #scuole belle, cioè agli interventi di piccola e ordinaria manutenzione. Questo tipo di investimento ci sembra inutile. Apprezziamo invece #scuole sicure e #scuole nuove ma le contraddizioni saltano all'occhio. I fondi principali non vanno alle Regioni del sud, ma quelle del nord quando sono quelle meridionali ad essere più bisognose perchè insistono su zone ad elevata sismicità».

La ripartizione territoriale degli interventi
A scorrere le schede che accompagnano il Rapporto, si nota infatti che Campania, Sicilia, Puglia e Calabria sono protagoniste negli interventi e finanziamenti di #scuole belle, mentre le Regioni del nord beneficiano in misura maggiore dei finanziamenti previste nei piani #scuole sicure e #scuole nuove. «Questa situazione se da un lato è giustificata dal fatto che siano proprio le regioni del Nord ad avere accantonato fondi oggi disponibili grazie allo sblocco del patto di stabilità - spiega ancora Adriana Bizzarri - dall'altro comporta che, almeno in questa fase, si investa di meno nelle regioni del Sud e nelle Isole dove è maggiore il numero di scuole con deficit strutturali pesanti. Inoltre, sono proprio Sicilia, Campania e Calabria le regioni con maggior numero di scuole in zone a rischio sismico: rispettivamente 4.894, 4.872 e 3.199. Su queste occorrerebbero interventi ben più pesanti dal punto di vista strutturale e non certo solo di abbellimento e decoro».


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