Famiglie e studenti

Maturità, Giannini: «Con la riforma possibili ritocchi al quizzone»

di Alessia Tripodi

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Il ministro dell'Istruzione fa il punto sulla riforma: «Obiettivi prioritari assunzione dei precari e carriera legata al merito, test d'accesso solo per Medicina»

Esame di maturità (forse) senza quizzone, sblocco delle graduatorie per aprire all'assunzione dei prof precari, un Erasmus curricolare per aumentare le sinergie tra scuola italiana ed europea. Ma anche la promessa che la spending review non porterà tagli alla ricerca. Così il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, ha riassunto ieri le «linee guida» del piano di Viale Trastevere per scuola e università nel corso di un forum live con l'Ansa, spiegando che «il dibattito è molto vivace perché abbiamo toccato temi nevralgici, primo fra tutti l'assorbimento del precariato storico e la carriera dei docenti legata al merito» e assicurando che«i cardini del progetto di riforma sono quelli e quelli restano, anche se certamente ci sono aspetti migliorabili».

Il fronte docenti
Sul punto Giannini ha spiegato che «l'attuale suddivisione del precariato ha impedito la certezza della programmazione e anche di poter avere una assunzione regolare e a ciclo continuo, e invece si è sopperito a queste mancanze facendo tirocini attivi», mentre «sbloccare le graduatorie significa poter bandire già un concorso quest'anno» e «per le supplenze brevi si attingerà a chi è rimasto fuori in questa prima battuta».
Uno degli obiettivi dell'azione di Viale Trastevere è anche la valutazione delle scuole: «Firmerò domani (oggi per chi legge, ndr) la direttiva - ha detto il ministro - che permetterà di fare una sorta di pagella della scuola, che non boccia e non promuove, ma indica la direzione degli interventi (leggi l'articolo )». Non mancheranno poi, l'attesa riforma dell'esame di maturità «che prevede un ripensamento del quizzone e una riflessione sulle commissioni esterne», così come azioni per «rendere l'offerta formativa più competitiva - ha detto il ministro - e attrarre studenti dall'estero».

Erasmus per tutti
Ma il sostegno all'internazionalizzazione arriverà anche dalla proposta Miur di un Erasmus esteso a tutti gli studenti: «Porteremo sul tavolo del Consiglio europeo per l'educazione e la gioventù in programma per dicembre - ha annunciato la titolare dell'Istruzione - il piano per un Erasmus curriculare. Noi cominciamo quest'anno: quel quinto che rimane dallo scorporo per la ricerca vorrei incanalarlo verso le università che meglio favoriscono la mobilità degli studenti durante il corso di studi». Questo anche perché «oggi l'esperienza Erasmus - ha aggiunto - riguarda il 9% degli studenti e coinvolge meno dell'1% delle imprese
italiane e dunque oltre a cambiare noi come scuola bisogna chiedere alle imprese di avere una differente sensibilità nei confronti del tema».

No ai tagli alla ricerca
Giannini ha infine scongiurato il rischio che ci siano, spiegando però che «è in atto una razionalizzazione delle spese: un miliardo e 700 milioni sono dedicati alla ricerca non universitaria in Italia, ma una parte importante è veicolato per capitoli che non sono la vera e propria ricerca», mentre sul fronte dei test di accesso a Medicina ha detto che «rimane il numero programmato, ma bisognerà variare la modalità di selezione e valutazione degli aspiranti iscritti, come accade per esempio con il metodo francese, che prevede un anno comune alle discipline di settore con poi una dura selezione» .


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