Famiglie e studenti

Entro luglio ogni scuola dovrà pubblicare il rapporto di autovalutazione

di Claudio Tucci

Il prossimo luglio tutte le scuole italiane dovranno pubblicare i «rapporti di autovalutazione» costruiti sulla base di format e indicatori comparabili (per consentire il confronto tra istituti con stessi indirizzi di studio e simili background socio-economici).
Se non è una rivoluzione poco ci manca visto che finora i risultati delle prove Invalsi (i test in italiano e matematica somministrati a metà giugno) sono consultabili da tutti solo a livello di singole regioni, mentre i dati di dettaglio sono inviati, in via riservata, a ciascuna scuola (che poi può scegliere se renderli pubblici sul proprio sito internet - di solito lo fanno gli istituti che ottengono i risultati migliori).

Operazione trasparenza
A questa, più o meno, completa "operazione trasparenza" ci si arriverà a gradi. Tutti i passaggi sono indicati nella direttiva sulla valutazione degli istituti scolastici che è alla firma del ministro, Stefania Giannini, e che, di fatto, renderà operativo il Dpr n. 80 del 2013 sul sistema nazionale di valutazione.

I tempi
Entro il mese di ottobre l'Invalsi dovrà mettere a disposizione di ogni scuola un format con gli indicatori comuni di valutazione. Ci saranno «dati comparativi»: «In modo tale che ciascun istituto avrà le proprie informazioni e quelle di scuole che più gli assomigliano», ha sottolineato il dg per gli Ordinamenti scolastici e la Valutazione del Miur, Carmela Palumbo.
A partire da queste informazioni ciascuna scuola dovrà elaborare - durante i primi sei mesi del 2015 - un «rapporto di autovalutazione», che conterrà pure l'eventuale piano di miglioramento (da aggiornare, poi, di anno in anno). A luglio prossimo, come detto, ciascun istituto dovrà rendere pubblico (sulla piattaforma «Scuola in Chiaro») il rapporto di autovalutazione. Da settembre 2015, con il nuovo anno scolastico, scatterà la valutazione esterna che interesserà solo alcune scuole selezionate e sarà svolta dai nuclei composti dagli ispettori ministeriali.

Il piano di miglioramento
L'obiettivo del governo non è creare competizioni e classifiche di istituti scolastici, con premi e sanzioni (sulla falsariga delle sperimentazioni degli ultimi anni - poi stoppate da Francesco Profumo). «Puntiamo piuttosto a sostenere le scuole, incoraggiandole al miglioramento continuo dei servizi offerti agli studenti - ha spiegato Palumbo -. Per questo la parte più importante della valutazione sarà proprio il piano di miglioramento che va fatto bene e poi realizzato». Il sistema disegnato dal ministero dell'Istruzione «ci avvicina ai modelli di valutazione più avanzati di Europa, come quello inglese e olandese», ha commentato Giorgio Allulli, esperto di valutazione dei sistemi educativi. Anche il Regno unito, per esempio, assegna un ruolo fondamentale al piano di miglioramento: «La valutazione esterna è più incisiva solo nelle scuole con maggiori carenze», ha aggiunto Allulli.

Indicatori Invalsi
Gli indicatori che l'Invalsi invierà alle scuole per l'autovalutazione non saranno solo sugli apprendimenti. Ma anche su organizzazione e dotazioni scolastiche, contesto socio-economico, tipologia di utenza del singolo istituto. Questo per far sì che non si mettano a un confronto una scuola di una periferia di una località disagiata con un istituto di un quartiere residenziale di una grande città. Ora c'è necessità di aggiornamento e formazione ad hoc per gli insegnanti (che dovranno gestire statistiche, indicatori, fare confronti adeguati) e soprattutto bisognerà far decollare al meglio questo sistema di valutazione delle scuole (ce lo chiede da anni l'Europa) per far sì che i dati resi pubblici dai singoli istituti siano i più veritieri possibili (senza quindi nascondere la cenere sotto il tappeto). Altri nodi da sciogliere: l'esiguo numero di ispettori ministeriali da impegnare nella valutazione esterna (per ora ce ne sono una 50ina) e il finanziamento stabile all'Invalsi. Servirebbero almeno 10 milioni l'anno (oggi l'asticella si ferma a 4-5 milioni).


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