Personale della scuola

Ajello (Invalsi): le scuole dovranno individuare i punti di forza e di debolezza

di Eugenio Bruno

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Nelle linee guida il governo ha annunciato una rivoluzione sulla valutazione delle scuole. Ogni istituto l'anno prossimo dovrà autovalutarsi e pubblicare i risultati su internet. Anna Maria Ajello, presidente dell'Invalsi, che cosa ne pensa?
Si tratta di un processo importante che mira ad attivare nelle scuole la riflessione sul proprio operato per individuare punti di forza e punti di debolezza. La pubblicazione del documento è l'aspetto più dibattuto ma è anche quello che dovrebbe sollecitare un modo nuovo di considerare la valutazione come "rendere conto" e non come mero controllo. Le scuole infatti possono aggiungere nel documento di autovalutazione note e altre indicazioni che ritengono necessarie.
Che ruolo avrà l'Invalsi in questa partita?
L'Invalsi ha fornito al ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca i risultati di alcune vaste sperimentazioni condotte sull'autovalutazione e ora spetta al ministero prendere le decisioni ed emanare gli atti formali. Secondo le norme sul Sistema nazionale di valutazione, l'Invalsi è chiamato a coordinare l'intero processo, che vedrà tuttavia il coinvolgimento dell'Indire e di altri interlocutori scelti dalle scuole (università, associazioni culturali e professionali) per realizzare il miglioramento che è stato individuato dalla scuola stessa come necessario.
Quali saranno gli indicatori che invierete a tutte le scuole affinché realizzino l'autovalutazione?
C'è un documento che chiamiamo Rav (rapporto di autovalutazione) che contiene undici indicatori che sono suggeriti alle scuole per avviare la riflessione e stendere il proprio rapporto di autovalutazione, ma ripeto, questi possono essere integrati da altri elementi che le scuole ritengono importanti nel proprio contest.
L'Invalsi ha i mezzi e le strutture per svolgere a pieno questo compito?
L'Invalsi è in attesa di una dotazione finanziaria stabile, necessaria per il funzionamento ordinario dell'Istituto, che è già stata definita e che dovrebbe trovare attuazione in tempi rapidi. Per quanto riguarda le strutture, l'Invalsi si avvarrà anche di appositi esperti che rientreranno in un albo. Va anche ricordato che l'intero processo ha avuto forme di sperimentazioni diverse in ricerche che hanno ricevuto finanziamenti europei per questo scopo.
È vero che si sta pensando di estendere la valutazione anche alla formazione professionale e alle scuole paritarie?
Queste sono scelte politiche che competono ad altri. Per quanto riguarda la formazione professionale, l'Invalsi ha avviato sperimentazioni affinché le prove in un futuro possano tenere meglio conto della specificità di questo indirizzo. Ma, ripeto, non è l'Invalsi che decide. Come si sa è un organismo tecnico che offre indicazioni solo su questo piano.


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