Famiglie e studenti

Renzi: l'assunzione di 149mila docenti è un obbligo

di Eugenio Bruno

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Da ieri altri 6,5 milioni di studenti sono rientrati in classe. Per suggellare la solennità del momento e ricordare l'avvio della consultazione pubblica sulle linee guida del governo, Matteo Renzi e i suoi ministri si sono recati in visita in diversi istituti italiani. Emblematica la scelta del presidente del Consiglio che si è recato in visita alla scuola "Don Pino Puglisi" nel quartiere Brancaccio di Palermo, intitolata al parroco trucidato dalla mafia esattamente 21 anni fa. Spostandosi poi a Mondello nella sede della start-up "Mosaicoon". Nel corso della sua visita il presidente del Consiglio ha ribadito l'intenzione dell'esecutivo di assumere 149mila docenti nel 2015 e di valorizzare il merito.

La scelta del quartiere Brancaccio
Erano da poco passate le 10.30 quando Matteo Renzi è arrivato all'istituto comprensivo "Beato Pino Puglisi "di Palermo: una scuola di frontiera che deve il suo nome al parroco trucidato dalla mafia 21 anni fa. Ad accoglierlo il presidente del Consiglio non ha trovato solo il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, il governatore Rosario Crocetta, il prefetto Francesca Cannizzo, ma anche un centinaio di manifestanti. Tra docenti vincitori di concorso ma privi di cattedra oppure impossibilitati ad andare in pensione per l'eliminazione di "quota 96", studenti contrari alla riforma e lavoratori del call center dell'Accenture. Nel motivare la scelta della location l'ex sindaco di Firenze ha spiegato: «Siamo a Brancaccio per tanti motivi, perché è la scuola che consente di far ripartire il Paese, perché è il giorno dell'anniversario di nascita e di morte di padre Pino Puglisi, perché è la scommessa educativa che caratterizza il progetto "la buona scuola" che deve riguardare tutta Italia, da Milano alla Valle D'Aosta alla Puglia».

I pilastri della «buona scuola»
Renzi ha poi dedicato un'ampia parte del suo intervento innanzitutto a sottolineare che «nella scuola ci sono 149 mila persone che hanno l'obbligo di essere assunte». Al tempo stesso - ha assicurato - verrà valorizzato il merito per cui « chi fa bene il proprio dovere non ha nulla da temere». Indicando nella legge di stabilità il luogo nel quale verranno individuate le risorse (circa 3 miliardi) necessari alla loro stabilizzazione. L'obiettivo - ha aggiunto nella conferenza stampa che è seguita alla visita - è far sì che tutti gli insegnanti e tutte le famiglie «discutano nei prossimi due mesi con il governo per la prima volta nella storia repubblicana la riforma della scuola, che non è un regolamento che esprime il presidente del Consiglio e un ministro, ma il coinvolgimento in mezzo al cuore delle città». Un pensiero è poi andato al Sud («Per me non è solo un elenco di problemi») e alla lotta alla mafia («Noi siamo qui per fargli abbassare la testa»)

La visita alla start-up Mosaicoon
La giornata palermitana del presidente del Consiglio si è conclusa a Mondello, nella sede della società nata nel 2008 che si occupa di viral video per campagne video pubblicitarie online per Pc e smartphone e che è stata premiata come migliore start-up d'Italia. Qui Renzi è rimasto una cinquantina di minuti. Con un simpatico siparietto che ha visto protagonista il motto dipinto su un muro dell'azienda: «Il possibile lo facciamo subito, sull'impossibile stiamo già lavorando, dateci 48 ore per i miracoli». Parole che hanno colpito così tanto il premier da fargli dichiarare:«Questa frase é bella, mi ispirerò nel discorso di domani (oggi in Parlamento sui mille giorni, ndr), la dirò sulle riforme».


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