Famiglie e studenti

Rivive lo "spuntino" nel break di metà mattinata. Con il sì degli esperti

di Nicola Barone

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Energia a rapido consumo per i cali di attenzione possibili nel corso delle ore e un importante momento di condivisione tra compagni. Allo "spuntino" in classe, tradizionale e irrinunciabile momento dell'intervallo per gli 8 milioni di studenti italiani, ora arriva il placet anche degli esperti. «La merenda previene il calo, tipico della tarda mattinata, di attenzione e del tono dell'umore e spezza intervalli superiori alle 4-5 ore tra i pasti principali», spiegano i nutrizionisti dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Senza che però si sacrifichi la prima colazione, è la premessa importante.

Al bando merende extra-size nello zaino
Giuseppe Morino, responsabile di Educazione alimentare al Bambino Gesù, spiega che «lo spuntino non deve avere un apporto calorico eccessivo, ma fornire il 5-10% delle calorie giornaliere e oscillare, in base all'età, tra le 100-125 calorie di un bambino di 6 anni e le
180-200 di un adolescente». Spazio perciò ad alimenti facilmente digeribili, ricchi di carboidrati e poveri di grassi, come la frutta o lo yogurt. Per variare l'appuntamento di metà mattina possono essere proposte di tanto in tanto anche fette biscottate, merendine non farcite, frollini o piccole quantità di pizza, tipo 40 grammi di pizza "rossa" del fornaio. Ma, come anticipato, è importante che i bambini non dimentichino di fare la prima colazione. In
caso di rifiuto, è un comportamento errato dal punto di vista nutrizionale inserire una merenda extra-size nello zaino nel tentativo di compensare il digiuno della mattina. A giudizio degli esperti sono dunque assolutamente da evitare panini super-imbottiti, spuntini golosi, "merendone" o qualsiasi alimento che rappresenti un eccesso. Tutto ciò che va ben oltre lo spuntino, infatti, impegna la digestione degli alunni con conseguenze significative sulle prestazioni scolastiche e per l'eccessivo apporto calorico.

Insegnanti in appoggio ai genitori per scelte salutari
In alcuni istituti dell'infanzia e primari, a Roma per esempio, il pacchetto spuntino-pranzo viene messo a punto da un'équipe di esperti e si organizzano iniziative di educazione alimentare con l'obiettivo di indirizzare verso la sperimentazione di cibi sani e
menù diversi. «Al pari dei genitori - aggiunge Morino - gli insegnanti sono figure
fondamentali nell'educazione del bambino, anche quella alimentare. Trattandosi di insegnamenti che dovranno trasformarsi in comportamenti a favore della salute, è necessario partire dalle scelte concrete che il bambino fa riguardo allo spuntino e ai cibi proposti a mensa. Spesso i più piccoli rifiutano i cosiddetti alimenti equilibrati e chiedono a
mamma e papà cibi diversi, in genere più calorici e più gustosi: in questo caso, il compito degli insegnanti è proprio quello di portare gli alunni a sperimentare e assaporare gusti diversi e cibi più salutari, ad esempio attraverso l'organizzazione di iniziative ludiche
in classe che li coinvolgano attivamente e li rendano consapevoli di cosa e perché mangiano».


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