Famiglie e studenti

Al via il tour dei ministri nelle scuole, Renzi parte dal quartiere Brancaccio di Palermo

di Maria Piera Ceci

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«Nel giorno della prima campanella, visitate la vostra vecchia scuola», è stato nei giorni scorsi l'invito del Presidente del Consiglio Matteo Renzi ai suoi ministri. E loro hanno accolto la proposta. Oggi saranno in giro per l'Italia a stringere mani ai bambini e a parlare con gli insegnanti. Ma telecamere e microfoni saranno molto probabilmente tutti per lui, il premier Renzi, che dal salotto buono di Bruno Vespa aveva annunciato di voler inaugurare l'anno scolastico a Palermo, in visita all'Istituto Comprensivo che porta il nome di Beato Pino Puglisi, sacerdote coraggioso ucciso dalla mafia proprio il 15 settembre 1993.

Una scuola ad alto rischio dispersione
Novecento alunni, cinque plessi (uno per la scuola del'infanzia, tre per la primaria, una per la secondaria di primo grado), un dirigente scolastico Angela Randazzo che, insieme ai suoi 80 insegnanti, ha voluto fortemente che Renzi venisse a vedere la situazione in cui operano. Una situazione non molto diversa da quella in cui operava negli anni Ottanta e primi anni Novanta Beato Pino Puglisi. «Il quartiere Brancaccio vive una realtà sociale e culturale di marginalità, oggi come allora» - spiega a Scuola24 Angela Randazzo - «Pino Puglisi capì l'importanza della scuola in un contesto dove lo Stato è presente solo attraverso l'istituzione scolastica. Fu lui a volere che nel quartiere nascesse una scuola media perché i bambini erano costretti ad attraversare la ferrovia e uscire dal quartiere. Molti lasciavano perdere alla fine delle elementari e finivano nei circuiti malavitosi. Ora questa scuola la dobbiamo a lui, ma fu inaugurata nel Duemila dal Presidente Ciampi. Pino Puglisi non fece in tempo a vederla. Fu ammazzato prima».
Oggi l'Istituto comprensivo Puglisi, inserito nella lista delle scuole a rischio dispersione, le studia tutte per tenere bambini e ragazzi lontani dalla strada. Nel pomeriggio aule e palestre sono aperte: si fa sport, musica, si aiutano gli studenti nei compiti. Ma reperire i soldi non è facile.

La carenza di fondi
«Per l'anno scolastico 2014-2015 abbiamo ottenuto meno di 10.000 euro per attivare i corsi, pagare gli insegnanti e il personale Ata» - spiega ancora il dirigente scolastico. «Non bastano. Per fortuna godiamo anche dei fondi europei che però, non essendo strutturali, non sappiamo quanto dureranno. E per fortuna riceviamo aiuti dalla Fondazione Puglisi, dalle associazioni di volontariato e dagli sponsor. La Leroy Merlin, per esempio, ha messo a disposizione materiali e personale per ristrutturare uno dei nostri plessi più malandati».
Da qui l'appello che Angela Randazzo rivolgerà lunedì a Renzi. «Se come sembra è intenzione di questo governo investire sulla scuola per rilanciare il futuro della nostra nazione, chiediamo che ci siano investimenti mirati alla crescita della qualità del personale e che si faccia una mappatura e un riconoscimento delle istanze dei singoli territori».
Le telecamere lunedì entreranno dunque nelle classi e la Randazzo mostrerà a Renzi con orgoglio le Lim (le lavagne interattive multimediali, ndr), presenti in ogni aula della secondaria di primo grado, ma la dirigente spera di avere il tempo per spiegare al premier che le Lim senza l'Adsl servono a poco e i costi della connessione sono tutti a carico della scuola.
E poi le Lim non bastano. Uno dei plessi, quello della scuola dell'infanzia, è in locali in affitto, dove i bambini sono costretti a frequentare a tempo ridotto, perchè non ci sono gli spazi per la mensa. «Se vogliamo una scuolabella, come la vuole Renzi - dice la Randazzo - dobbiamo partire dai luoghi che devono essere a misura di bambino».


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