Famiglie e studenti

Dispersione scolastica, al Sud 110mila abbandonano gli studi

di Vittorio Nuti

Ragazzi fuori dalla scuola troppo presto per avere un futuro. Tanti, soprattutto in Italia, in coda alla classifica europea della dispersione scolastica. Nel 2013, gli early school leavers, termine inglese per chi si ferma alla terza media e non si "forma" più, sono stati 110mila, il 17% dei giovani tra i 18 e i 24 anni, il 19,4% al Sud, il 16,4 in Calabria e un picco del 22,2% in Campania. Il disagio scolastico che porta all'abbandono dalle aule è però un vicolo cieco da cui si può uscire : il progetto "Fuoriclasse" promosso da "Save the Children" a Napoli, Scalea e Crotone, dal 2012 ha dimezzato assenze e ritardi di 750 studenti under 13. Un piccolo miracolo, certificato dalla Fondazione Giovanni Agnelli, che ha ne ha valutato l'impatto positivo comparando alcuni parametri tra giovani delle scuole coinvolte e non.

Meno giorni di assenze, dimezzati gli ingressi in ritardo
I risultati della comparazione confermano che l'azione di contrasto "sul campo" della dispersione scolastica promossa da Save the Children (in collaborazione di "Libera" e il sostegno finanziario di Bulgari e della Fondazione "Con il Sud") ha contribuito in modo concreto a ridurre il fenomeno, con ingressi in ritardo a lezione ridotti praticamente alla metà, e drastica diminuzione dei ritardatari cronici. Calo sensibile anche per le assenze: gli alunni delle scuole medie hanno ridotto di ben 11 giorni le assenze su base annua, anche per il rinnovato interesse delle famiglie per i risultati scolastici dei figli. L'aumento dei giorni di scuola ha inciso infatti anche sul rendimento, migliorato del 4-6% per gli studenti delle medie.

Approccio multilivello per un problema dalle molte facce
L'approccio alla dispersione che caratterizza il progetto, ha spiegato Valerio Neri, direttore generale "Save the Children", presentando oggi a Roma i risultati nel corso dell'incontro "Fare la differenza", «si basa sulla collaborazione fra scuola e famiglia, l'integrazione di attività scolastiche ed extrascolastiche, la partecipazione diretta e il protagonismo dei bambini». Un «approccio multilivello» per un problema che ha molte facce: lo studente, il contesto scolastico, quello familiare e il territorio di riferimento.

Nieri: Attività pratiche replicabili nelle aree a rischio
Sul lato pratico, il progetto si è tradotto quindi in attività laboratoriali in classe per "motivare" allo studio e all'apprendimento, attività di sensibilizzazione "da studente a studente", e l'attivazione di centri di sostegno allo studio pomeridiano, ma anche campi estivi dobe sperimentare la cooperazione, il rispetto delle regole e il gioco. Per i genitori, invece, attività e incontri specifici, mentre i docenti hanno seguito sessioni di formazione e di sensibilizzazione per promuovere una didattica innovativa. Tra i pregi di "Fuoriclasse", anche la sua replicabilità «anche su vasta scala, laddove il problema si presenta più acuto», ha concluso Nieri, annunciando per l'anno scolastico appena iniziato l'estensione dell'iniziativa «anche alle città di Milano e Bari, grazie al finanziamento di Gruppo Bolton».

Gavosto: verifica innovativa dai risultati non scontati
Soddisfatto per l'opportunità di sperimentare la valutazione d'impatto ad un progetto educativo Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Giovanni Agnelli, che ha sottolineato come troppo spesso in Italia manchi la verifica di efficacia delle sperimentazioni educative «annunciate con grande enfasi». Nel caso di "Fuoricampo" «i risultati sono stati lusinghieri e per nulla scontati, data la criticità degli ambiti d'intervento», ottenuti investendo circa 350 euro/anno per studente. Cifra «contenuta» che conferma la sostenibilità di "Fuoriclasse" e fa ben sperare sul suo inserimento «nelle future strategie dell'attore pubblico».

Sensibilizzare gli studenti "da pari e a pari"
Se la valutazione dell'impatto ha riguardato i 750 studenti fra 9 e 13 anni di scuola primaria di prima e secondo grado coinvolti direttamente nel programma, "Fuoriclasse" ha interessato anche 4.250 bambini e adolescenti, coinvolti in attività di sensibilizzazione affidate dai loro coetanei: circa 2.100 a Napoli, oltre 1.000 a Scalea e 1.800 a Crotone. In campo anche 300 insegnanti, che hanno partecipato a "Fuoriclasse", e 460 i genitori sensibilizzati, grazie al lavoro di 28 operatori e di molti volontari.


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