Famiglie e studenti

Lontani dall'Europa: all'asilo nido solo il 13,5% dei bambini

di Francesca Milano

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Mille nuovi asili in mille giorni: è questa la promessa del premier, Matteo Renzi, contenuta nel suo cronoprogramma. Ma qual è la situazione attuale degli asili nido in Italia? Non positiva, a giudicare dagli ultimi dati diffusi dall'Istat e relativi all'anno scolastico 2012/2013, secondo cui solo 218mila bambini tra zero e due anni hanno frequentato un asilo nido comunale (152.849 ) o privato convenzionato (45.856) oppure uno dei servizi integrativi per la prima infanzia (20mila).

Il confronto
L'offerta è molto diversa da regione a regione: l'indicatore di presa in carico dei servizi socio-educativi è più alto in Emilia Romagna, dove 27,3 bambini tra zero e due anni su 100 ha frequentato una struttura pubblica; ed è invece più basso in Calabria, dove il dato si ferma a 2,1 bambini su 100. La media italiana è di 13,5: un dato molto più basso rispetto ai numeri raccomandati dalla strategia di Lisbona del 2002, secondo cui il 33% dei bambini tra zero e tre anni dovrebbe avere accesso al nido. In Europa, la situazione peggiore si verifica in Polonia, Repubblica Ceca e Italia, mentre i Paesi più virtuosi sono Danimarca, Svezia e Islanda, con una copertura di posti del 50 per cento.

La spesa
Nel 2012 la spesa per gli asili nido è stata di circa 1 miliardo e 559 milioni di euro. Il 19,2% di tale spesa è rappresentato dalle quote pagate dalle famiglie, la restante a carico dei Comuni è stata di circa 1 miliardo e 259 milioni di euro.
In media, un anno di asilo nido costa 7.848 euro per ogni bambino: 6.337 a carico dei Comuni e di 1.511 euro da parte delle famiglie.
La spesa dei Comuni in rapporto ai bambini residenti in Italia fra 0 e 2 anni ha avuto un
andamento crescente nel periodo 2004-2012: da 543 a 798 euro pro-capite annuo per bambino. Il Centro Italia si mantiene nettamente al di sopra delle altre ripartizioni nella spesa media procapite, con un andamento crescente fino al 2011 (1.407 euro) e un calo nel 2012 (1.382 euro). Seguono i Comuni del Nord-est, con valori sempre superiori alla media italiana (si passa da 767 euro pro-capite nel 2004 a 1.074 euro nel 2012) e i Comuni del Nord-ovest, dove la spesa pro-capite era pari a 670 euro nel 2004 e raggiunge i 827 euro nel 2012, valore poco superiore alla media nazionale. Nelle Isole la spesa, pur mantenendosi sempre al di sotto della media nazionale, mostra un graduale incremento dal 2004 al 2010 (passando da 340 a 501 euro pro-capite), mentre negli anni successivi si registrano deboli riduzioni, che portano il valore medio a 480 euro per bambino nel 2012. Anche i Comuni del Sud mantengono un andamento leggermente crescente dal 2004 al 2010, passando da 131 euro a 202 euro per bambino residente, ma la distanza dal resto del Paese rimane significativa e la crescita si interrompe nel 2011 (198 euro per bambino); nel 2012 la spesa pro-capite si attesta sui 203 euro per bambino, valore quasi quattro volte inferiore rispetto alla media italiana.


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