Famiglie e studenti

Ocse/2 Pochi laureati, tanti Neet, record di disoccupate: ecco la mappa dei nostri ritardi

di Alessia Tripodi

S
2
4Contenuto esclusivo S24
Le performance del sistema italiano nelle classifiche di Education at Glance: fanalino di coda per la spesa totale, in vetta per il tasso di iscrizioni alla primaria

Italia (quasi) sul podio della classifica Ocse dei paesi con il maggior numero di Neet e fanalino di coda per la percentuale di laureati. Ma con performance da record sul fronte della scuola dell'infanzia, che registra tassi di iscrizione tra i più alti d'Europa. L'edizione 2014 del Rapporto Ocse «Education at Glance» disegna una mappa dei (molti) ritardi e dei successi del nostro Paese, mettendo in luce le criticità sulle quali bisogna ancora lavorare.

I nodi da sciogliere
Nonostante i timidi aumenti registrati dal rapporto, la percentuale dei 25-64enni che hanno conseguito un titolo universitario è ancora bassa (16%), tanto da farci scivolare al 34esimo posto della classifica dei 37 Paesi Ocse. In particolare, nel 2012 il tasso di laureati italiani nella fascia di età 25-34 anni è risultato il quartultimo dell'area Ocse e del G20. Scarsi risultati anche per quel che riguarda la percentuale di 25-64enni che continua gli studi dopo la maturità (20esima posizione).
Sul fronte della disoccupazione, siamo al 6° posto (su 36 Paesi) per tasso di laureati disoccupati, ma se si considerano solo le donne la situazione appare ancora più critica, tanto da farci salire fino al 5° posto.
Il record negativo, però, si raggiunge con la percentuale dei 15-29enni che non studiano né lavorano (i cosiddetti Neet): l'Italia è al 4° posto (su 34 Paesi) considerando i soli giovani in possesso di una laurea, ma arriva al 2° posto se si circoscrive l'analisi ai soli diplomati.
Il capitolo dedicato al rapporto tra stipendi degli insegnanti e retribuzione media di un lavoratore in possesso di laurea vede i nostri prof della scuola primaria e secondaria al 24esimo posto (su 28 Paesi), mentre quelli della scuola dell'infanzia si piazzano al 21esimo posto. Male anche la spesa pubblica totale investita nel sistema, che fa precipitare l'Italia al'ultimo posto della classifica a 34 Paesi.

Le buone performance
I tassi di iscrizione alla scuola dell'infanzia e primaria nel nostro Paese sono tra i più alti dell'area Ocse e ci fanno guadagnare la 9° posizione per iscritti fino a a 3 anni di età (su una classifica a 37) e la 10° per iscritti fino a 4 anni (su 38). Sul fronte della spesa annua per studente, l'Italia è al 12esimo posto (su 36 Paesi) per fondi investiti nella scuola dell'infanzia, al 15 esimo posto per la scuola primaria, al 20esimo per quella secondaria e al 22esimo posto (su 37 Paesi) per quanto riguarda l'università.
Proprio il sistema universitario è quello dove negli ultimi anni è cresciuta maggiormente la quota di fondi investiti dai privati, facendo salire l'Italia fino al 13esimo posto della classifica Ocse a 34 Paesi. Va peggio nella scuola dell'infanzia (24esima posizione su 33) e negli altri livelli di istruzione (27esima su 36).


© RIPRODUZIONE RISERVATA