Famiglie e studenti

Spesa per l'istruzione poco efficiente, Italia maglia nera in Ue

di Alessia Tripodi

S
2
4Contenuto esclusivo S24
Uno studio internazionale rivela: troppo bassi i ritorni degli investimenti in termini di performance degli studenti, serve aumentare gli stipendi degli insegnanti

In Italia la spesa investita in istruzione è poco efficiente, tanto da far scivolare il nostro Paese agli ultimi posti della classifica Ue. Se si rapportano i risultati ottenuti dagli studenti nei test Pisa con la spesa per l'istruzione, il tasso di efficienza in Italia supera di poco il 69%, relegando il nostro Paese al 23esimo posto della classifica guidata dalla Finlandia, che vanta un tasso pari all'87,81 per cento. Peggio di noi fanno il Portogallo, la Spagna, la Grecia, l'Indonesia e il Brasile, ma anche Germania (25esimo posto) e Svizzera (28esimo). Ma la soluzione c'è: aumentando lo stipendio degli insegnanti o riducendo il rapporto prof-studenti l'Italia può invertire la rotta. Sono i risultati del primo rapporto internazionale sull'Efficienza della spesa per l'educazione, condotto da Peter Dolton, esperto mondiale di
economia dell'educazione della London School of Economics, insieme a Oscar Marcenaro Gutiérrez dell'Università di Malaga e ad Adam Still di Gems Education Solutions.

La posizione del nostro paese
Lo studio - commissionato da Gems e presentato nei giorni scorsi a Londra - analizza «l'efficienza con cui vengono allocati i budget per l'istruzione in ciascun paese» per misurare «qual è il sistema che produce un ritorno più elevato dal punto di vista educativo
per ogni dollaro investito». Secondo il modello econometrico applicato, dunque, «che calcola il legame statistico provato tra stipendi degli insegnanti o dimensione delle classi (le due varianti che più incidono sul bilancio) e i punteggi Pisa», l'Italia potrebbe ottenere risultati Pisa ai livelli della Finlandia, se riducesse il rapporto insegnante-allievo da 10,8 a
8,2 alunni per ogni insegnante (-24,4%). O, in alternativa, se aumentasse lo stipendio degli insegnanti dalla media attuale di 31.460 dollari a 34.760 dollari, cioè un aumento del 10,5%.
«Stando a questi calcoli - dice il rapporto - l'Italia, per avere un migliore rapporto qualità-prezzo dovrebbe spendere di più e ridurre il numero di allievi per insegnante o aumentarne
lo stipendio».

Il commento degli autori
«Questo rapporto - osserva Andreas Schleicher dell'Ocse - getta uno sguardo rinfrescante sui dati comparativi a livello internazionale per esaminare le scelte di spesa fatte da quei paesi che stanno ottenendo i migliori risultati con meno risorse. Rompe il silenzio sull'efficienza dei servizi educativi. Mentre la spesa per ogni studente del mondo industrializzato è aumentata di oltre il 30% nell'ultimo decennio, il livello di apprendimento nella maggior parte dei paesi è rimasto piatto. Chi considera i servizi del settore educativo troppo importanti per essere misurati per la loro efficienza priverà molti giovani di un'istruzione migliore e una vita migliore».
Complessivamente i 30 paesi Ocse dello studio hanno speso ogni anno 2.200 miliardi di dollari per la scuola e la quota del Pil riservata all'istruzione è in aumento da decenni. In generale, secondo il rapporto, i Paesi che mostrano un'elevata efficienza riescono anche a raggiungere risultati educativi elevati. Secondo l'indagine, l'Italia rientra nel gruppo dei paesi «più efficaci che efficienti: raggiunge risultati migliori in termini di qualità piuttosto che di efficienza. Ciò potrebbe dipendere anche dal fatto che i suoi sistemi generano altri risultati che non vengono acquisiti dalle statistiche Pisa».


© RIPRODUZIONE RISERVATA