Famiglie e studenti

Giannini: non è una sanatoria, ora avanti con università e ricerca

di Eugenio Bruno

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Stefania Giannini difende la riforma presentata mercoledì dal governo. Intervistata alla festa nazionale dell'Unità della scuola in corso di svolgimento a Orvieto il ministro dell'Istruzione sottolinea che la maxi-immissione in ruolo non è una «sanatoria» e delinea le prossime tappe: dopo la «buona scuola» toccherà alla «buona università» e alla «buona ricerca»

Il piano di assunzioni
Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini respinge al mittente la definizione di «sanatoria» per l'annunciato piano di assunzioni nella scuola. «Quando si fa un rapporto e una proposta organica di ripensamento del progetto educativo del Paese - ha detto - e, quindi, di nuovo patto educativo col paese va discussa e affrontata in tutte le sue componenti quindi un piano assunzionale di queste dimensioni e di questa importanza veramente epocale, senza tutto il cambiamento delle regole di carriera dei docenti, di valutazione, di formazione continua è chiaro che poteva e può essere inteso come sanatoria». Il vero tema, secondo il ministro, «è tirare una riga con tutto il passato recente. Noi bandiremo l'anno prossimo, quindi subito - ha sottolineato - il concorso che nel 2016 consentirà a 40mila giovani di entrare nel mondo della scuola perché, non avendo il tappo di occlusione che era costituito dalle graduatorie, allora il flusso sarà continuo e se questo fosse stato fatto 15 anni fa - ha concluso - non avremmo avuto il problema da risolvere.

Le prossime tappe
A Orvieto Giannini ha anche annunciato che «dopo la buona scuola» toccherà alla «buona università» e «buona ricerca». «Nel campo della ricerca - ha aggiunto Giannini - in particolare i temi in sofferenza sono abbastanza chiari. C'è un eccesso di burocratizzazione nelle regole di accesso a carriera, di interazione con i paesi del mondo. C'è una mancanza di rinnovamento del corpo di ricercatori».


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