Famiglie e studenti

Pomezia, menù con dolce a scuola solo a chi paga di più: bufera sul sindaco M5S

di Andrea Gagliardi

Due menù diversi in asili e scuole elementari a partire dal prossimo anno scolastico. Uno «completo» con dolce e uno «ridotto» senza. Il primo messo a gara a 4,44 euro a pasto, il secondo a 4 euro. Iva esclusa. E il sindaco grillino di Pomezia (in provincia di Roma) Fabio Fucci, promotore dell'annunciata decisione di differenziare i menù delle mense scolastiche in base al reddito dei genitori dei bambini, finisce nella bufera.

Zingaretti: decisione immorale e discriminante
«Permettetemi di fare un appello contro quell'ignobile scelta del Comune di Pomezia che nega ai bambini più poveri il dolce alla mensa e lo dà a quelli più ricchi che pagano la retta. È una vergogna», tuona il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, nel corso della presentazione in Regione dei progetti vincitori del Bando «Un taglio alla povertà». La vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli, ed il collega senatore del Pd, Raffaele
Ranucci, parlano di «scelta inaccettabile» e di «cultura discriminatoria» da parte del Movimento 5 stelle che arriva al punto di far subire a dei bambini nell'età più delicata l'esperienza più terribile - affermano in una nota congiunta -: la diseguaglianza sociale»

Dolce a scuola per chi può pagare, polemica su Twitter
Pioggia di critiche anche su Twitter. L'idea è nata, secondo l'amministrazione comunale, per venire incontro alle richieste di alcune famiglie a reddito basso. Ma le polemiche sono pesanti. In poche ore centinaia di tweet invadono la rete. Molti i commenti indignati con l'hashtag #Pomezia: «Nelle scuole pubbliche menù a 5 stelle, ma solo per chi può permetterselo», è il tenore medio.

Giannini: non mi sembra discriminazione
Cauto invece il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini: «Non conosco bene il caso, ma io sono per l'autonomia scolastica e non mi sembra una situazione di discriminazione» dichiara in un'intervista a Radio Capital.

Sindaco Pomezia: polemica elettorale
Respinge tutte le accuse il sindaco del Movimento Cinque Stelle di Pomezia. «La polemica sul doppio menù è solo elettorale - attacca - È stata una decisione presa con i rappresentanti dei genitori, non c'è nessuna discriminazione. Tutto il polverone sollevato è chiaramente una strumentalizzazione per fini elettorali». E aggiunge: «Le linee di indirizzo deliberate in consiglio sono nate anche da una certa condivisione con le famiglie e con i rappresentanti dei genitori. Alla fine è stato concordato che i bambini mangeranno le stesse portate nella stessa quantità e non c'è alcuna discriminazione nel momento del pasto a mensa dove tutti mangiano la stessa cosa. Viene lasciata, invece, la facoltà di aderire a un menu' intero o ridotto per quanto riguarda la merenda del pomeriggio. Viene garantita così l'opportunità di scelta alle famiglie: avvalersi del menù completo offerto dalla ditta oppure di provvedere in autonomia mettendo nello zainetto una merendina o un frutto portato da casa».


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