Famiglie e studenti

Cellulari a scuola? Vietati sia per gli alunni che per gli insegnanti

di Francesca Milano

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L'ultimo caso di cronaca in ordine di tempo riaccende i fari sulle regole relative all'uso dei cellulari a scuola. A Forlì, infatti, un docente ha sorpreso uno studente della scuola media mentre utilizzava il telefonino per guardare immagini pornografiche, e ha sequestrato l'apparecchio al ragazzo, chiedendo che fosse un genitore dell'alunno a ritirarlo. La madre del giovane si è presentata il giorno seguente a scuola, accompagnata dal suo avvocato che accusava il docente di furto. Eppure, come impone il ministero dell'Istruzione nellacircolare n. 30 del 15 marzo 2007 , le scuole hanno il dovere di irrogare sanzioni disciplinari agli alunni che vengono sorpresi a utilizzare il cellulare durante le ore di lezione. Gli istituti scolastici hanno l'obbligo di fare rispettare il divieto di utilizzo dei telefonini, ma hanno anche l'autonomia di stabilire le sanzioni da applicare in questi casi.
La circolare specifica infatti che «l'uso del cellulare e di altri dispositivi elettronici rappresenta un elemento di distrazione sia per chi lo usa che per i compagni, oltre che una grave mancanza di rispetto per il docente configurando, pertanto, un'infrazione disciplinare sanzionabile attraverso provvedimenti orientati a prevenire e scoraggiare tali comportamenti».
Il ministero ricorda anche che «è dunque necessario che nei regolamenti di istituto siano previste adeguate sanzioni secondo il criterio di proporzionalità, ivi compresa quella del ritiro temporaneo del telefono cellulare durante le ore di lezione, in caso di uso scorretto
dello stesso». Il comportamento del docente di Forlì, quindi, è in linea con le regole dettate del Miur. Il divieto dell'uso del telefono cellulare, tra l'altro, vale anche per gli insegnanti durante le ore di lezione.
Con una successiva direttiva (datata 30 novembre 2007) il ministero ha aggiunto nuovi dettagli alla regola che vieta l'uso del telefonini a scuola: in particolare, nel provvedimento si chiarisce che «gli studenti, i docenti o altri soggetti della comunità scolastica che vorranno
scattare delle fotografie o effettuare registrazioni audio o video all'interno delle istituzioni
scolastiche, con il proprio telefono cellulare o altri dispositivi, e successivamente utilizzare,
divulgare, inviare i dati personali acquisiti sono obbligati a porre in essere due adempimenti:
A) si deve informare la persona interessata circa:
• le finalità e le modalità del trattamento che si intende effettuare in relazione a tali
dati;
• i diritti di cui è titolare in base all'art. 7 del Codice, quali, ad esempio, il diritto di
ottenere la cancellazione o la trasformazione in forma anonima dei dati personali;
• gli estremi identificativi di colui che usa il telefono cellulare o altri dispositivi per
raccogliere i dati.
B) deve acquisire il consenso espresso dell'interessato. Nel caso in cui il trattamento riguardi dati di tipo sensibile, occorre acquisire il consenso in forma scritta, fermo restando il predetto divieto di divulgare i dati sulla salute».
Chi non rispetta l'obbligo di preventiva informativa all'interessato dovrà pagare una sanzione amministrativa che va «da un importo minimo di 3.000 euro fino a un
massimo di 18.000 euro ovvero, in caso di dati sensibili o di trattamenti che comportino
situazioni di pregiudizio, di grave detrimento anche con eventuale danno, la sanzione va da un minimo di 5.000 euro fino a un massimo di 30.000 euro (cfr. art. 161 del Codice)».


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