Famiglie e studenti

Test Invalsi, tra le proteste, per mezzo milione di studenti delle superiori

di Claudio Tucci

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Quasi 561mila studenti di seconda superiore si sono cimentati oggi con i test Invalsi, in italiano e matematica. Le prove sono durate ciascuna 90 minuti; ma non sono mancate le consuete proteste e i boicottaggi. Con il solito balletto di cifre. Secondo sindacati e unione degli studenti sono stati «tantissimi» i ragazzi che non hanno svolto i test con scioperi bianchi, presidi, flash mob e assemblee. Secondo l'Invalsi la partecipazione alle prove di italiano e matematica che si sono svolte oggi «è stata altissima, pari al 98,21 per cento».
Per la seconda volta, vi hanno partecipato anche gli allievi della formazione professionale di alcune regioni (Liguria, Lombardia, provincia Autonoma di Bolzano, provincia Autonoma di Trento e Veneto).

Le proteste
Lo slogan scelto dagli studenti per protestare contro i test Invalsi è stato «Valutati, non schedati!». E rilanciano: «Siamo l'unico Paese in Europa che somministra agli studenti in maniera censuaria e non campionaria dei test assolutamente inutili, che non tengono conto delle condizioni sociali ed economiche degli studenti e che aprono pericolosamente le porte a dei criteri premiali per le scuole che eccellono». Anche per il sindacato di base, i Cobas, lo sciopero e il boicottaggio degli «indovinelli Invalsi» hanno avuto ancor più successo oggi.

I presidi: test Invalsi positivi
Per il Miur la giornata di prove si è svolta regolarmente. Mentre sono i presidi a promuovere i test: «La valutazione dell'Invalsi è assolutamente positiva», sottolinea Mario Rusconi, vice presidente dell'Anp, l'Associazione nazionale presidi. Secondo Rusconi vanno apportate delle correzioni «in base al tipo di classe o al corso di studio». Ma le prove Invalsi sono positive e anche in Paesi, civilissimi, come il Regno Unito «i test sugli standard di performance esistono dal 1962. I docenti dovrebbero prendere spunto dai risultati dei test per sanare eventuali lacune sui programmi trattati. Considerando l'Invalsi come una
spia di rilevamento».


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