Famiglie e studenti

Una nuova emergenza per il Sud: 3,5 milioni di bambini a rischio «povertà educativa»

di Eugenio Bruno

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C'è un nuovo spettro con cui il Mezzogiorno deve fare i conti. Ed è la cosiddetta «povertà educativa» che si somma alla «povertà economica» e che è testimoniata da un tasso di dispersione scolastica al 22% contro il 10% fissato dalla strategia. A lanciare l'allarme è Save the children nel primo rapporto "La Lampada di Aladino - L'Indice per misurare le povertà educative e illuminare il futuro dei bambini in Italia" .

Allarme povertà educativa
È la Campania, seguita da Calabria, Puglia, (ex equo) e Sicilia, la regione con la maggiore "povertà educativa" - cioè dove più scarsa e inadeguata è l'offerta di servizi e opportunità educative e formative per bambini e adolescenti: largamente insufficienti gli asili e le scuole a tempo pieno, pochissimi i libri, lo sport, l'arte e perfino internet a occupare il tempo libero, alto e allarmante il tasso di dispersione scolastica. Una «povertà educativa», stando alla definizione coniata da Save the children, che si somma a quella economica e che colpisce più duramente proprio i bambini del Sud: è interessato ormai più di un milione di minori in tutta Italia, mentre 3 milioni e 500 mila sono a rischio di povertà ed esclusione. E anche territori "ricchi" come Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Emilia Romagna non reggono il confronto con l'Europa: nessuna regione italiana è in linea con alcuni obiettivi Ue quali, ad esempio, la copertura degli asili nido che dovrebbe essere del 33% (nella fascia di età 0-2 anni), ma arriva a stento al 26,5% in Emilia Romagna. Oppure la dispersione scolastica, che ha numeri altissimi in Campania e Sicilia (22 e 25,8%), arriva anche in Valle d'Aosta al 19% (l'Ue ha posto obiettivo del 10% al 2020).

Le performances peggiori
In Campania, regione maglia nera nella classifica di Save The Children, risulta grave «la penuria dei servizi per la prima infanzia». Sono appena 2,8 i bambini su 100 (nella fascia di età 0-2 anni) quelli presi in carico dagli asili pubblici campani; fa peggio la Calabria con 2,5, e si registrano valori bassi anche in Puglia (4,5%), Sicilia (5,3%), Basilicata (7,3%), Abruzzo (9,5%). Il tempo pieno a scuola è garantito solo nel 6,5% delle scuole primarie della Campania e nel 15,3% di quelle secondarie di primo grado; in Puglia rispettivamente nell'11,7% e 12,3%, in Sicilia 7,1% e 22% e in Molise, fanalino di coda (5,4% e 5,1%). Ma nessuna regione italiana raggiunge la soglia del 50%: la Lombardia la sfiora con il 47% e la Basilicata ha "performance" migliori rispetto al resto del Sud col 43,4% e 40,5% di tempo pieno alle elementari e medie. Ma la deprivazione educativa non si limita solo alla scuola e riguarda anche gli altri ambiti di vita dei minori: meno di un quarto di bambini e adolescenti in Campania fa sport continuativamente, il 31,2% in Puglia, il 32% circa in Calabria e Sicilia, a fronte del 61,6% in Valle d'Aosta.

Le poche note liete
Ribaltando la classifica in vetta troviamo il Friuli Venezia Giulia che spicca per numero di bambini che legge (il 75,7% ha letto almeno un libro nell'ultimo anno), per tasso di adesione allo sport (il 56%), per livelli di dispersione scolastica (11,4%) vicini alla soglia della media Ue e per edifici scolastici mediamente in buone condizioni (il 73,2% delle scuole ha certificato di agibilità). Una buona diffusione del servizio di mensa si registra in Lombardia (il 73% dei principali istituti garantisce il servizio, anche se si rilevano gravi criticità in alcuni comuni) insieme al tempo pieno che viene assicurato nel 47% delle scuole primarie. L'Emilia Romagna è prima per copertura di nidi pubblici (26,5%) e tra le prime per partecipazione al teatro dei ragazzi (ci sono stati nell'ultimo anno il 38,7%) e pratica sportiva (57,8%).


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