Famiglie e studenti

Istruzione, Italia 25esima su 39 Paesi: battuta da Corea e Giappone ma anche da Germania e Francia

di Eugenio Bruno

Nella lunga lista di gap competitivi dell'Italia se ne aggiunge uno in più: quello sull'education. A confermarlo è il rapporto "The learning curve" realizzato da Economist Intelligence Unit e pubblicato da Pearson, che ci colloca al 25esimo posto sui 39 classificati, tra i 50 presi in considerazione. Di fatto abbiamo perso una posizione rispetto alla precedente rilevazione del 2012. Un risultato che appare ancora più allarmante se letto in abbinata alle recenti stime dell'Ocse secondo cui metà della crescita nei Paesi in via di sviluppo è dovuta proprio al miglioramento degli skills educativi.

La classifica internazionale
Il report della Pearson presenta un nuovo indice globale sulle capacità cognitive e sul raggiungimento del livello d'istruzione. Nel farlo si basa sui dati esistenti del test internazionale Ocse-Pisa, sulle valutazioni Timms e Pirls e sulle statistiche nazionali riguardanti l'education e il tasso di raggiungimento del diploma e della laurea. Ne viene fuori una banca dati che prende in esame2.500 indicatori educativi, economici e sociali , riferiti complessivamente a 50 Paesi e una classifica con le prime 39 nazioni. A farla da padrone sono le realtà asiatiche. In vetta nel 2012 c'era la Finlandia (nel frattempo passata al quinto posto) e ora, a causa di un'alfabetizzazione matematica c'è la Corea del Sud che guadagna così una posizione. Al secondo posto si colloca il Giappone che era terzo. Cambia anche la terza piazza del podio che spettava all'accoppiata Honk Kong-Cina (ora quarti) e adesso spetta a Singapore. Per trovare l'Italia bisogna riscendere la classifica fino al 25esimo posto. Non solo ne perdiamo uno rispetto a due anni fa ma davanti a noi si piazzano molti dei nostri competitor. A cominciare dalla Germania, che nello stesso arco di tempo è passata dal 15esimo al 12esimo posto, e la Francia (ieri 25esima e oggi 23esima). Una curiosità è contenuta anche nelle ultime tre piazze che spettano a tre economie notoriamente emergenti come Brasile, Messico e Indonesia.

Le competenze in età adulta
Insieme all'indice, Pearson pubblica anche un rapporto approfondito sull'importanza delle competenze (skills) nella popolazione in età adulta. Da cui emergono una serie di conclusioni. La prima è che il ritardo di alcune realtà è ancora più grave se si considera la stima dell'Ocse secondo cui, nell'ultimo decennio, metà della crescita economica realizzata nei Paesi sviluppati sia derivata dal miglioramento delle competenze nella popolazione. In secondo luogo, viene evidenziato che per sviluppare le performance in ambito economico, è fondamentale che gli individui mantengano le competenze acquisite durante il ciclo scolastico anche in età adulta. Da qui la terza considerazione:gli skills fondamentali raggiunti con la prima istruzione sono essenziali per il loro sviluppo continuativo visto che è pressoché impossibile accrescere le proprie competenze da adulti senza un'adeguata formazione di base. Tutto ciò per dire - prosegue il report - che un sistema scolastico efficace rappresenta una premessa imprescindibile per lo sviluppo economico e sociale di un Paese.


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