Famiglie e studenti

Partito il nuovo round per i test Invalsi

di Claudio Tucci

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Autovalutazione in tutte le scuole. Rafforzamento, a regime, della valutazione esterna. E nell'arco del prossimo triennio completamento dell'attuazione della legge del 2007 con l'estensione delle prove Invalsi anche in quinta superiore. Ieri le rilevazioni degli apprendimenti 2014 sono partite, regolarmente, in seconda e quinta primaria (gli studenti hanno affrontato gli esercizi di italiano); e l'obiettivo del ministero dell'Istruzione è uscire ora dalla fase sperimentale (superando le polemiche - anche ieri i cobas della scuola hanno protestato contro le prove) e far decollare il sistema nazionale di valutazione (attuando cioè, fino in fondo, il Dpr 80 del 2013).

Il prossimo passaggio: l'uscita dalla fase sperimentale
L'occasione per il nuovo passaggio sarà l'emanazione della prossima direttiva all'Invalsi, su cui sono al lavoro i tecnici ministeriali. «Raccoglieremo le informazioni sui rapporti di autovalutazione delle scuole e sui check-up esterni - spiega il direttore generale degli Ordinamenti scolastici del Miur, Carmela Palumbo -. Vogliamo capire i punti di forza e di debolezza, anche per studiare i possibili interventi di supporto». L'intenzione del Miur è rendere "ordinaria" l'autovalutazione di tutte le scuole (si può partire già il prossimo anno). Poi ci dovrà essere una valutazione esterna ciclica (si ragiona sull'arco temporale di ogni tre anni). I rapporti di valutazione del singolo istituto saranno materiale utile per gli Uffici scolastici regionali: «Conoscere bene gli elementi di forza o di criticità di una scuola sarà importante anche per distribuire i dirigenti scolastici e definire al meglio i loro obiettivi», ha spiegato Palumbo. E novità sono allo studio anche sul fronte della somministrazione delle prove (oggi cartacea) e sugli ambiti disciplinari. Già dal 2015 si potrebbe sperimentare la somministrazione informatica; e gli ambiti disciplinari oggetto di misurazione potrebbero ampliarsi pure alla lingua inglese e alle scienze naturali. In un percorso che renda comparabili gli esiti nazionali delle rilevazioni Invalsi con quelli delle principali ricerche internazionali (Pisa, Timss, Pirls).

Il punto sulle prove effettuate nelle primarie
«Le prove vanno bene», ha detto la presidente dell'Invalsi, Anna Maria Ajello che ha sottolineato l'importanza del «dialogo» con il mondo della scuola per arrivare a un sistema condiviso e moderno di valutazione. Che si parta con il sistema di valutazione «è utile - ha replicato il leader della Uil Scuola, Massimo Di Menna -. Ma è importante che l'autovalutazione della scuola sia fatta all'interno di ambiti nazionali di riferimento e ci sia un forte coinvolgimento dei docenti». Le prove di italiano di ieri hanno interessato oltre un milione di studenti (circa 568mila di seconda primaria e circa 561mila di quinta). Gli alunni di seconda primaria hanno dovuto affrontare una prova preliminare di lettura di due minuti (bisognava leggere delle parole e scegliere la figura corrispondente). Poi, a seguire, c'è stata la prova di italiano di 45 minuti. Oltre alla comprensione di un brano (dal titolo «Veloce come il tuono») gli studenti hanno dovuto affrontare pure due esercizi (uno per individuare gli uguali e i contrari; e l'altro sul significato di una frase). I ragazzi di quinta primaria hanno dovuto leggere due testi e poi rispondere a una serie di domande di grammatica. Il tutto nell'arco di 75 minuti. Oggi toccherà alla prova di matematica. Il 13 maggio si cimenteranno con le prove Invalsi i ragazzi di seconda superiore.


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