Famiglie e studenti

Dall'agrario-alimentare alla meccatronica forti sinergie con le imprese

di Claudio Tucci

In mancanza di un vero sistema di valutazione che aiuti a scegliere la scuola anche sulla base di indicatori qualitativi (a cominciare dai livelli di apprendimento registrati nelle singole classi), il parametro che si è scelto di utilizzare è quello di un rapporto già esistente e consolidato con il mondo delle imprese. Come dimostra anche la mappa pubblicata qui accanto, i casi di sinergia già attivi tra il mondo dell'istruzione e quello del lavoro non mancano lungo tutta la penisola. Al Nord come al Sud.

Le aree a più alta industrializzazione
Nelle 17 province che si riconoscono nel "club dei 15" di Confindustria il rapporto tra istituti tecnici e aziende è ormai consolidato. È il caso dell'Isis «Isaac Newton» di Varese che, all'interno del polo tecnico professionale per la meccanica e la meccatronica, da anni collabora con il sistema produttivo del territorio e vanta rapporti con più di 600 aziende per le attività di alternanza scuola-lavoro. Grazie a progetti come «Generazione d'industria» con Unione industriale Varese, «Scuola21» con Fondazione Cariplo, «FixO» con Italialavoro, «A scuola d'azienda» con Alenia Aermacchi, «Placement» con la locale Camera di commercio sono stati attivati percorsi ad hoc per colmare il gap tra la preparazione in uscita dei suoi oltre 1.400 studenti e le competenze professionali richieste in ingresso sul mercato.
Lo stesso legame con le realtà produttive del territorio si ritrova nell'Iis «Quintino Sella» di Biella. Che, come spiega il preside Cesare Molinari, «ha saputo rinnovarsi nel corso degli anni, ha aggiornato e potenziato i laboratori specifici per le diverse discipline scientifiche e tecnologiche». Attivando anche «corsi integrativi di eccellenza, corsi per l'acquisizione delle competenze linguistiche e informatiche a diversi livelli» e aprendosi sul territorio grazie all'organizzazione di stage aziendali anche post-diploma e di vacanze studio all'estero.

Al Centro lo scenario non muta
Si pensi all'istituto tecnico statale «Tullio Buzzi» di Prato, che vanta una grande collaborazione con le locali imprese tessili e con il settore moda. Tra le sue peculiarità va segnalata la consuetudine di far svolgere a tutti gli allievi, alla fine del quarto anno, un mese di stage a giugno in aziende, laboratori di ricerca e studi professionali. Ma i casi di alternanza si ripetono durante il quinto anno, quando gli stessi allievi riprendono per due settimane l'esperienza. In totale ogni anno, tra quarte e quinte, l'istituto predispone attività di stage per circa 400 studenti in 200 aziende.

Le esperienze del Mezzogiorno
Stesso discorso al Sud. A Cosenza l'istituto tecnico industriale «Monaco» ha dato vita assieme a provincia, Confindustria Cosenza e Università della Calabria, alla fondazione «Istituto tecnico superiore Monaco», che sta realizzando i corsi di «tecnico superiore per la gestione e verifica di impianti energetici». «Il percorso è articolato in quattro semestri, per un totale di 1.980 ore di cui 600 destinate ad attività di stage», sottolinea il presidente dell'Its, Ennio Guzzo.
Anche nelle città più grandi non mancano casi da segnalare. All'istituto «Gian Lorenzo Bernini» di Napoli, per esempio, si fa un progetto di alternanza con la Toyota. E rapporti molto stretti con le imprese sono previsti pure all'istituto tecnico «Alessandro Volta» di Perugia, all'«Amedeo Avogadro» di Torino, all'Itis «Galileo Galilei» di Roma. In queste scuole i ragazzi hanno primi contatti con il mondo del lavoro. E lì si giocano le proprie carte per un futuro sbocco occupazionale.


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