Famiglie e studenti

Professori in cerca di "formazione digitale"

di Federica Micardi

Gli insegnanti italiani chiedono più formazione nell'uso del digitale. È quanto emerge da una ricerca condotta dall'università Bicocca di Milano in collaborazione con l'Associazione italiana per l'informatica e il calcolo automatico (Aica) e Telefono azzurro.
L'indagine è stata realizzata da settembre 2013 a gennaio 2014 e ha coinvolto un campione di 1.332 docenti (81,8 per cento donne e 18,2 per cento uomini), con un'età media di 50 anni, distribuiti in 148 centri urbani in tutta Italia, che hanno risposto a un questionario di 30 domande. Il 37% dei docenti insegna nelle scuole elementari, il 37,8% nelle scuole medie e il 25,2 % nelle scuole superiori.
Lo studio, intitolato "Ricerca nazionale sulla percezione dei problemi e sulle competenze legate all'ICT nel mondo della scuola" è stato condotto per la prima volta a livello nazionale dal team di ricerca QUA_SI (Qualità della vita nella Società dell'Informazione), centro interdipartimentale dell'Università di Milano-Bicocca.
Dalle risposte emerge che per i professori è ancora faticoso integrare le nuove prassi e procedure con i nuovi strumenti, anche perché l'utilizzo delle tecnologie in classe non è ancora totalmente integrato nella didattica e le strumentazioni informatiche vengono utilizzate solo occasionalmente. Per il 92% degli intervistati i ragazzi hanno bisogno di una formazione specifica sull'uso di Internet, dei social network, dei sistemi di messaggistica istantanea, e secondo il 67% devono appoggiarsi a un adulto che non siano i genitori.
I docenti sono stati anche interrogati sulle criticità e i rischi per gli studenti nell'uso delle nuove tecnologie. Su questo fronte emerge che tra gli episodi più ricorrenti si registrano minacce, insulti, messaggi offensivi o di denigrazione sui social network; seguono la diffusione di dati personali, il furto della propria identità virtuale e i casi di copiatura scolastica. Non mancano anche i casi di sexting, ovvero lo scambio di messaggi e foto sessualmente espliciti e di incontri a rischio.
«Lo studio – spiega Davide Diamantini, docente di Sociologia dell'innovazione nel Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione "R. Massa" e coordinatore della ricerca - ha voluto investigare le problematiche legate all'introduzione delle ICT nella scuola italiana attraverso lo sguardo dei professori. Sono infatti loro i soggetti in prima linea da cui trarre la fotografia realistica della situazione attuale, interpellati ora per la prima volta dal mondo della ricerca. I dati riportati fanno riferimento alla percezione degli insegnanti e ai casi da essi riportati o di cui sono stati informati, ma si può supporre che le situazioni problematiche legate all'uso dell'ICT siano anche più diffuse, in quanto spesso non riferite o rese pubbliche dagli studenti».
In materia di Itc e scuola il Comune di Cinisello Balsamo lo scorso settembre in tutte le sue 17 scuole primarie e secondarie di primo grado ha avviato un progetto pilota, che coinvolge 4.600 studenti e 218 classi, ognuna dotata di una rete wi-fi e di videoproiettore, collegati con il tablet fornito agli insegnanti, per un investimento totale di circa 600 mila euro nell'arco di un triennio da parte dell'amministrazione comunale. In questo progetto l'università di Milano-Bicocca cura il percorso di formazione di oltre 500 docenti.


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