Famiglie e studenti

Corsi di lingua all'estero: +30% in due anni

di Alessia Tripodi

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Corsi di lingua all'estero, tra il 2011 e il 2013 le iscrizioni sono aumentate del 30 per cento. In crescita anche la percentuale di chi viaggia per completare gli studi universitari o fare una vacanza-lavoro: nel 2013 oltre 200mila giovani italiani sono volati in un paese straniero per motivi di studio. Lo rivela un'indagine della Ialca - l'associazione nazionale degli agenti e dei consulenti linguistici - che domani, in occasione dell'incontro tra i soci, presenterà a Milano i dati sulle iscrizioni ai corsi di inglese raccolti dai principali network di scuole di lingua nel mondo, come la EnglishUK per il Regno Unito, la Mei per l'Irlanda, la Feltom per Malta, la English Australia, la Languages Canada, l'Education Southafrica e la English New Zealand.

Inglese super gettonato
« Il numero di studenti che hanno prenotato un corso di lingue all'estero è salito del 20% dal 2011 al 2012 e di un ulteriore 10% dal 2012 al 2013 – spiega Paolo Barilari, socio Ialca e curatore della ricerca – e nel 2013 si stima che siano stati più di 150mila gli italiani che hanno varcato il confine con l'obiettivo di migliorare il proprio inglese». Ma per completare il quadro, spiegano i consulenti, bisogna aggiungere a questi numeri anche gli oltre 3.500 studenti che hanno trascorso parte della loro carriera scolastica all'estero, i 20mila giovani che hanno richiesto il visto per una vacanza-lavoro in Australia, Canada e Nuova Zelanda e quelli che vanno all'estero per gli studi universitari: l'ultimo dato ufficiale fornito da Unesco parla infatti di quasi 40mila studenti nel 2011, (inclusi i circa 20mila studenti Erasmus), mentre il British Council indica che oltre 10mila italiani hanno deciso di intraprendere nel 2012 un percorso universitario nel Regno Unito.

Italia ai primi posti in Ue
«Globalmente possiamo dire che nel 2013 si sono recati all'estero per studiare o effettuare una vacanza-lavoro quasi 220mila giovani italiani, un numero importante – dice Lorenzo Agati, presidente della Ialca - che colloca l'Italia ai primi posti in Europa, mentre nel mondo da alcuni anni primeggiano paesi asiatici come la Cina. Le famiglie italiane - ha aggiunto - hanno capito ormai molto bene l'importanza della conoscenza di una seconda lingua e sempre più spesso si rivolgono ai consulenti specializzati per poter effettuare la scelta migliore per i loro figli».


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