Famiglie e studenti

Studenti italiani tra i migliori a risolvere i problemi

di Alessia Tripodi

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Studenti italiani tra i più abili al mondo nel "problem solving". Lo rivela un'indagine Ocse Pisa, secondo la quale i 15 enni italiani, anche i meno bravi a scuola, hanno ottime competenze nell'affrontare e risolvere problemi legati alla vita reale, come, per esempio, avviare un lettore Mp3 senza istruzioni o prenotare un viaggio on line. Tanto da vantare risultati ben superiori alla media dei Paesi industrializzati: con un punteggio pari a 510 punti, l'Italia si piazza infatti al decimo posto della classifica Ocse a 34 Paesi (guidata dalla Corea con 561 punti), mentre nella lista estesa a 44 Paesi, dominata da Singapore con 562 punti e che comprende ben 85mila studenti da tutto il mondo, gli italiani arrivano 15esimi.

Più bravi al Nord
Osservando i dati per regione, poi, si scopre una Penisola a due velocità: gli studenti del Nord Ovest, infatti, con 533 punti si piazzano al terzo posto della classifica Ocse (e all'ottavo della top ten mondiale) dei migliori "problem solver", seguiti da quelli del Nord Est, quarti dell'area Ocse e decimi al mondo con 527 punti. Buoni i risultati per i ragazzi del Centro (514 punti), mentre fanalino di coda sono quelli del Mezzogiorno, con appena 486 punti.

Competenze strategiche
I risultati di questo test – che ha chiesto ai giovani di risolvere via computer problemi pratici come far funzionare un condizionatore o trovare il percorso più breve per una destinazione – rappresentano per alcuni una "magra" consolazione rispetto alle deludenti performance Pisa sulle competenze scolastiche in matematica, scienze e lettura rese note lo scorso dicembre e che hanno relegato i giovani italiani al di sotto della media Ocse. Ma sono comunque un risultato da non trascurare, visto che il test sul "problem solving" misura le capacità generali di ragionamento degli studenti e rivela performance brillanti anche per gli studenti meno bravi nelle materie "tradizionali". «Un 15enne con scarse capacità di risolvere problemi avrà più difficoltà da adulto a trovare e mantenere un buon posto di lavoro –afferma Andreas Schleicher, direttore Ocse con delega all'Education – e per questo decisori politici ed educatori dovrebbero riformare i sistemi scolastici e i corsi di studio per aiutare gli studenti a sviluppare queste competenze sempre più richieste dalle economie attuali».


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