Personale della scuola

Giannini promette più autonomia ai presidi - Decreto in arrivo per la Toscana

di Eugenio Bruno

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Il futuro della scuola passa da un rafforzamento dell'autonomia dei presidi. A dirlo è il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini. Che – ai microfoni di Radio Anch'io su Radio uno –. ha annunciato anche novità per la selezione degli insegnanti: andrà privilegiato il merito. Mentre potrebbe arrivare per decreto la soluzione attesa dai 112 dirigenti scolastici vincitori di concorso e bloccati da una pronuncia del Consiglio di Stato.

Il futuro dei dirigenti scolastici
Per la responsabile del Miur è necessario un «cambio culturale», con la consapevolezza che oltre alle risorse serve una rivisitazione delle funzioni. Un ruolo cruciale, come detto, spetterà ai presidi. «Credo - ha sottolineato il ministro - che i dirigenti scolastici siano parte della soluzione se potremo dare loro gli strumenti e la missione di essere i primi responsabili dei loro istituti. Merito vuol dire - ha aggiunto il ministro - che c'è qualcuno responsabile, che ha strumenti di valutazione e di premialità».

Il nodo Toscana
Un decreto che, in attesa del rifacimento del concorso, consenta di non spostare i dirigenti
fino alla fine dell'anno scolastico. È la soluzione che Giannini, vorrebbe portare al prossimo Consiglio dei ministri per risolvere la vicenda dei presidi toscani, che ieri hanno organizzato un sit-in di protesta davanti al dicastero di viale Trastevere e sono stati ricevuti dal ministro. Si tratta dei 112 vincitori dell'ultimo concorso che è stato annullato in parte da una recente sentenza definitiva del Consiglio di Stato in seguito alla quale i dirigenti dovranno lasciare il loro posto. Oltre cento scuole rischiano quindi di cambiare vertice a un passo dalla fine dell'anno scolastico.

Il ruolo degli insegnanti
Il merito dovrà diventare la regola anche per la scelta degli insegnanti. Nel ricordare che nel nostro Paese ci sono circa 850mila insegnanti attivi nel mondo della scuola, di cui 160mila precari, Gianni ha poi indicato il suo modello ideale di selezione. Tale cioè da privilegiare «il merito, titoli e prove. E che dia - ha aggiunto - una maggiore responsabilità a istituti». L'esponente di Scelta civica si è poi soffermata sull'educazione musicale, sostenendo come sia «inaccettabile che il paese di Puccini, Verdi e Rossini, sia un paese in cui la formazione musicale di base non sia diffusa naturalmente. Su questo ci stiamo impegnando e credo che in questa legislatura sia possibile intervenire efficacemente».

Il rapporto con il mondo del lavoro
Il ministro ha quindi insistito sulla necessità di raccordare scuola e lavoro: «La scuola dovrebbe diventare il principale strumento per trovare lavoro», ha osservato ricordando che attualmente in Italia ci sono oltre 50.000 posti non occupati perchè mancano competenze adeguate e dall'altra parte abbiamo circa lo stesso numero di giovani che escono dall'università e non trovano lavoro. Da qui il suo appello a rafforzare «l'alternanza scuola-lavoro». Un principio portato avanti ad inizio anni 2000 e poi interrotto «perché si era pensato che potevano esserci altre priorità. Il lavoro è lo sbocco di un paese più istruito».

Edilizia scolastica
Non poteva mancare un accenno all'edilizia scolastica. A cominciare dall'aggiornamento dell'Anagrafe che «è in corso, sarà mio compito - ha assicurato il ministro - velocizzarne il completamento, appena pronta sarà resa pubblica e accessibile». Anagrafe che rappresenterà «anche uno degli strumenti per l'Unità di missione istituita a Palazzo Chigi».
A tal proposito Giannini ha ricordato che il governo è pronto a intervenire «su diecimila istituti in tutta Italia nei prossimi 2/3 mesi». Così da dare «uno choc positivo al Paese».


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